La pensione è un traguardo agognato per molti lavoratori, indipendentemente dal settore di appartenenza. Ma, ovviamente, in ogni settore occorre un certo ricambio generazionale. Se questo non avviene potrebbero perdersi per sempre determinate capacità e certe figure professionali potrebbero con il tempo sparire del tutto. Questo a livello generale. Vi sono, poi, dei settori in cui il mancato ricambio generazionale può avere conseguenze molto più pesanti con ripercussioni sull'intera società civile.

E' questo il caso della categoria dei medici. A questo proposito la Federazione italiana dei medici di medicina generale insieme al Sindacato dei medici dirigenti Anaao ha lanciato l'allarme. Vediamo di capire perché.

La futura carenza di medici

Secondo un'elaborazione statistica effettuata dalla Fimmg per conto dell'Ansa, a seguito delle varie riforme previdenziali che si sono succedute nel corso degli ultimi anni, nei prossimi 5 anni dovrebbero andare in pensione circa 45 mila medici delle più diverse specializzazioni, siano essi pediatri, psicologi, cardiologi o ginecologi per citarne solo alcune.

Questo, ovviamente, se non si farà qualcosa per garantire il necessario ricambio, produrrà delle notevoli distorsioni nella qualità dell'assistenza sanitaria nel nostro Paese. Non solo per quanto riguarda i medici di base o di famiglia, ma anche a livello di strutture ospedaliere. Andando ad aggravare ulteriormente il carico di lavoro di coloro che rimarranno. Se,poi, si amplia lo sguardo fino ai prossimi 10 anni la situazione è anche peggiore. Sempre in base alla precedente elaborazione al 2028 la categoria medica conterà 81 mila unità in meno.

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Le criticità dell'attuale sistema di reclutamento

E dire che, almeno in questo caso, si saprebbe benissimo dove sarebbe necessario intervenire. infatti, ad esempio, per quanto riguarda i medici di base le borse di studio messe a disposizione ogni anno sono, attualmente, 1100. Di conseguenza, è il ragionamento della Fimmg, basta effettuare una semplice moltiplicazione per il numero di anni da qui al 2028 per capire che l'attuale tasso di sostituzione è largamente insufficiente. A quella data saranno entrati in servizio solo 11 mila nuovi dottori con un deficit, a parità di condizioni, di 70 mila unità.

Il discorso è ancora più complesso per i medici ospedalieri del Servizio Sanitario Nazionale, perché in questo caso sussiste l'incognita dell'uscita dei concorsi pubblici. Anche perché, come spiega il presidente del Sindacato Anaao Carlo Palermo, non è dato sapere oltre alla tempistica dell'uscita dei concorsi, per quante unità sarebbero e in quali Regioni, considerando che in alcune è ancora in vigore il blocco del turnover delle assunzioni in maniera parziale o, addirittura, totale. E anche le scuole di specializzazione, per come sono strutturate attualmente, non contribuiscono a risolvere il problema.

Infatti, garantiscono circa 6 mila e 500 nuovi medici l'anno quando, secondo le indagini prospettiche effettuate, secondo Palermo, ne servirebbero almeno 8 mila e 500 l'anno. Una situazione a cui dovrà urgentemente porre rimedio il prossimo esecutivo.

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