Grey's Anatomy, uno dei medical drama più amati e seguiti di sempre, dopo 14 stagioni finisce sul banco degli imputati. Perchè? Crea false aspettative ed illude i pazienti poiché offrirebbe ai telespettatori una visione alquanto distorta della realtà sanitaria. Nella serie, ad esempio, gli specialisti diagnosticano immediatamente, e con estrema facilità, le più disparate patologie. Inoltre, si mostrano pazienti gravissimi curati velocemente e senza complicazioni.

L'accusa

Ad accusare la dottoressa Meredith Grey e gli altri dottori del Seattle Grace Hospital sono i ricercatori che lavorano al St.

Joseph’s Hospital & Medical Center di Phoenix. Il loro studio, apparso sulla rivista specialistica Trauma Surgery & Acute Care Open, evidenzia che i medical drama tendono ad alimentare aspettative irrealistiche relativamente l'assistenza sanitaria e questo può essere davvero un grande problema. Soprattutto se si considera che oggi, più che mai, la soddisfazione del paziente ricoverato rappresenta una delle componenti più importanti che permettono di individuare il "livello della performance" di un centro ospedaliero.

Lo studio

I ricercatori di Phoenix, nella loro ricerca, hanno messo a confronto le storie di quasi 300 pazienti protagonisti di centinaia e centinaia di episodi della serie tv Grey's Anatomy (tratti dalle stagioni mandate in ondate dal 2005 al 2016), con i traumi subiti realmente da più di 4810 pazienti (e registrati nella National Trauma Databank, NTDB).

Gli studiosi si sono impegnati a studiare una coorte di pazienti che si adattasse, per caratteristiche, ad essere utilizzata come termine di paragone.

Dal confronto è emerso che nella serie TV il tasso di mortalità era di ben tre volte superiore rispetto alla vita reale (il 22% contro il 7%), mentre circa il 70% dei pazienti di Grey's Anatomy passava, direttamente, dall'unità di pronto soccorso ad un qualsiasi tipo di operazione (cosa che, nella vita vera, è avvenuta solo per il 25% dei pazienti).

Inoltre, tra i "feriti giudicati molto gravi" nel telefilm, solo la metà ha avuto una degenza ospedaliera inferiore ad ai 7 giorni (contro il 20% dei "veri pazienti"). I ricercatori hanno anche evidenziato un dato interessante: solamente il 6% tra i sopravvissuti ai traumi del celebre medical drama veniva trasferito in un centro di assistenza (a fronte del 22% dei pazienti reali).

Tra finzione e realtà

E' vero che i medical drama, generalmente, ricercano l'autenticità, ma è altrettanto vero che "la legge dello spettacolo" ha regole ben precise e, spesso e volentieri, mette in ombra il realismo. I ricercatori americani, precisano in proposito: “nonostante il realismo rappresenti un elemento integrante del successo di una serie televisiva ambientata in un posto di lavoro dinamico e moderno (come può essere un ospedale, ma anche di un dipartimento di polizia), è necessario, per la buona riuscita del prodotto televisivo, che i requisiti relativi agli effetti drammatici si focalizzino sull'eccezionalità piuttosto che sulla quotidianità”.

Le serie tv americane come Grey's Anatomy hanno trame che si sviluppano su incidenti di massa, malattie rare o, ancora, malattie "normali" caratterizzate, però, da strani sintomi.

Queste situazioni vengono però inserite in una rappresentazione realistica di un tipico ospedale americano. E qui si giunge al duro scontro con la realtà sanitaria; abituati a "vivere" le avventure dei pazienti di Meredith Grey e del neurochirurgo Derek Shepherd, i telespettatori, hanno spesso una percezione molto diversa (in alcuni casi distorta) del sistema sanitario americano, coltivano false speranze e rischiano, di conseguenza, di sentirsi insoddisfatti (anche quando vengono curati adeguatamente).