Stephen Hawking non c'è più ma ci lascia messaggi di forza e speranza, tra cui quello dedicato a chi soffre di Depressione. E' lui l'esperto dei "buchi neri" e il peggior buco nero della nostra psiche forse è proprio la depressione. Per Hawking si può uscire dal buco nero della depressione, non è un'eterna prigione. Così disse un paio di mesi fa durante una conferenza tenutasi il giorno del suo compleanno. Il parallelismo calza a pennello ed è maggiormente incisivo perchè pronunciato da uno che in materia è un luminare. Hawking conosceva alla perfezione i buchi neri, spiegando che essi possono essere attraversati per sfociare in un'altra dimensione, o in un altro universo.
Così come nello spazio, anche nella vita prima o poi si trova l'uscita.
Un messaggio per chi soffre
La sensibilità di un uomo che non ha mai ceduto alla malattia, seppur invalidante, è di grande valore per chi soffre di depressione. Il disagio maggiore per il depresso è la perdita della speranza, la rinuncia alla lotta, mentre lo scienziato ha voluto ribadire l'importanza del pensiero positivo, in ogni situazione, contro ogni ostacolo. E lo sa bene lui, che ha lottato per 55 anni contro una grave forma di atrofia muscolare che lo aveva condannato ad una vita brevissima. Invece Hawking è morto ieri, a 76 anni, un record per la sua condizione, un esempio di coraggio per tutti coloro che vivono le difficoltà della malattia.
Un uomo che non ha mai perso l'ironia, come si evince dalle sue battute sulla sua condizione: " la mia unica sfortuna è stata avere la malattia del motoneurone, ma per il resto sono stato fortunatissimo".
La sua fortuna? Lo studio
E per lo scienziato la sua grande fortuna è stata poter studiare tutta la vita. Ha lavorato fino alla fine nell'ambito della ricerca sulla fisica teorica apportando innovazioni e teorie cosmologiche apprezzate da tutto il mondo scientifico. La sua disabilità fisica non l'ha mai fermato ma non è stato sempre semplice: ha sempre riconosciuto che le patologie gravi ed invalidanti portano ad una rabbia repressa che può sfociare nella depressione. L'importante, secondo lui, è non cedere alla rabbia, ridere di se stessi e di ciò che ci accade.
Non si può non prestare ascolto al suo invito: quando gli fu diagnosticata la patologia che lo affliggeva, la sua speranza di vita era solo di due anni, ma Hawkins ha ribaltato le previsioni, grazie alla voglia di studiare ancora ed al suo ottimismo. Una grande voglia di vivere, di vedere cosa succede, un obiettivo che possa spingere ad andare avanti. Questo il messaggio che lascia a tutte le persone sofferenti di qualche malattia, neurodegenerativa, psichica o di qualsiasi genere.