Lo sport prescritto in ricetta come un farmaco tradizionale, questa sembra essere l’ultima frontiera per la cura di alcune patologie come obesità, diabete e disturbi cardiaci ma anche come misura di prevenzione. Così l’attività fisica viene promossa da consiglio a terapia entrando letteralmente nei ricettari medici: è stata la Asl 4 di Chiavari, con l’introduzione del “ricettario dell'attività fisica”, l’ultima in ordine di tempo a prevedere lo sport come un vero e proprio farmaco.

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L’intenzione è quella di combattere patologie che vanno dal rischio obesità dei più giovani fino all’osteoporosi delle donne.

Già Emila Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Puglia usando strumenti diversi come le convenzioni tra aziende sanitarie e strutture dove praticare sport o le “palestre della Salute”, hanno incentivato questo tipo di approccio alla cura di alcune malattie. La SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) promuove e sostiene questo modo di fare prevenzione così come ha spiegato il suo presidente Claudio Cricelli a Donna Moderna, secondo il medico oramai il movimento non è solo da consigliare ma anche da utilizzare come terapia.

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Attività fisica: va regolata per fasce d’età

È stata la Gran Bretagna tra il 2010 e il 2011 a mettere a punto le linee guida da adottare in questo campo, indicazioni poi recepite anche dall’Italia. La quantità minima di esercizio da praticare settimanalmente sarebbe di due ore e mezza per la fascia d’età dai 20 ai 65 anni. La raccomandazione riguarda soggetti sani e varia nella forma: 10mila passi o 4 km sono le distanze consigliate.

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Ovviamente in base all’età bisogna modulare l’impegno raccomanda il presidente di SIMG. Dai 5 ai 18 anni più movimento si fa meglio è e l’attività motoria non deve essere necessariamente sport, basta muoversi e questo può significare anche solo correre o saltare con gli amici. Dai 20 anni in poi si può pensare ad un’attività fisica più regolare, mentre per gli over 65 è essenziale continuare a restare in attività, ma con ritmi più contenuti.

“Non è necessario che si facciano corse intense o sollevamento pesi, ma che il corpo si muova in modo che l'organismo metta in moto il metabolismo" dice Cricelli.

Da Strasburgo alla Puglia: guerra alla sedentarietà

Strasburgo è stata la prima città europea a dichiarare guerra ai farmaci tradizionali puntando sull’attività fisica come terapia sostitutiva. Nel 2012 il sindaco della città francese ha approvato una misura per cui i medici di famiglia possono prescrivere attività fisica al posto di medicinali, così l’assistito anziché andare in farmacia a comprare medicine si reca in palestra con la ricetta per praticare esercizio fisico.

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L’esempio transalpino in Italia è stato seguito dall’Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Puglia. La regione emiliana è stata la prima a promuovere le "Palestre che promuovono salute”, strutture che operano in rete e collaborano con le Asl e altri enti pubblici promuovendo l’esercizio fisico da praticarsi in strutture sotto il controllo medico.

Nel 2017 anche la Lombardia ha introdotto le “palestre della salute” così come aveva fatto il Veneto nel 2015 con la normativa regionale che sta diventando realtà in questi mesi.

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Progetti analoghi sono stati avviati in Piemonte e Puglia. Adesso l’ultimo passo da compiere è quello di arrivare al rimborso di queste attività, e sulla falsa riga dell’esempio di Strasburgo permettere ai pazienti di poter scaricare il costo della ricetta a seconda del tipo di malattia e della fascia di reddito a cui il paziente appartiene.

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