Si tratta di una clamorosa scoperta che nell'ultimo periodo ha scatenato non pochi punti di domanda: i ricci di mare fanno bene al nostro cuore. Una tra le numerosissime scoperte avvenute proprio all'interno del territorio italiano e che potrebbero risultare una notizia non poco positiva per molti amanti dei piatti di mare, ma attenzione, ovviamente, a non esagerare. Come sempre, tutti i medici ed i nutrizionisti consigliano sempre di non esagerare con il quantitativo di un determinato cibo, poiché se è vero che da una parte porta benefici "inaspettati" per il nostro organismo, dall'altra parte potrebbe danneggiare anche gravemente l'intestino o qualche altra parte del nostro corpo.
Dove è avvenuta la scoperta?
La scoperta, anche questa volta, porta una firma tutta italiana. Ad avere portato avanti la ricerca e tutti gli approfonditi esperimenti, sarebbero state due ricercatrici della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli che hanno collaborato con alcuni ricercatori dell'Università di Chieti. I nomi italiani che spiccano in cima a questa ricerca sono, per quanto riguarda la prima stazione di ricerca, Anna Palumbo e Imma Castellano, mentre per la città di Chieti hanno partecipato alla ricerca un gruppo di studiosi guidati da Assunta Pandolfi.
Perché i ricci di mare fanno bene al cuore?
Secondo quanto trascritto dalle ricercatrici italiane, a fare bene al nostro organismo sono gli ovotioli, alcune molecole benigne che aiuterebbero non poco il nostro cuore.
Questi ovotioli, secondo i risultati riscontrati dai vari test, neutralizzerebbero i radicali liberi e favorirebbero in maniera positiva, oltre al flusso sanguigno nell'organismo, anche le varie funzionalità del sistema cardiovascolare. Gli esperimenti sono stati effettuati su alcuni campioni di cellule epiteliali umane di donne che erano affette da diabete gestazionale ed i risultati sono stati quasi inaspettati. Gli ovotioli sono riusciti a ristabilire il corretto flusso sanguigno nonché la corretta funzionalità del sistema cardiovascolare. Le stesse molecole avrebbero inoltre ridimensionato il numero di radicali liberi presenti all'interno delle varie cellule prese in esame. Una scoperta che potrebbe portare il sorriso su molti volti, ma che non deve essere utilizzata come scusante per una dieta non equilibrata. Come in ogni cosa, un eccessivo consumo di ricci di mare potrebbe comportare non poche problematiche.