Il ripensamento di Caius Rommens sulla salubrità della patata OGM è un argomento che sta facendo discutere. Tredici anni fa lo scienziato sviluppò la prima patata transgenica ma oggi dichiara di non essere sicuro di aver “creato” qualcosa che non arrechi danni all'uomo. Rommens in passato ha guidato le ricerche della Simplot Plant Sciences, ed ancora prima ha condotto ricerche per la multinazionale americana Monsanto, produttrice del RoundUp e delle piante OGM. La sua patata transgenica, creata in quegli anni è tuttora commercializzata nella maggior parte dei supermercati in Usa.

Il sogno ed il dubbio

Rommens desiderava ottenere un tubero che potesse resistere alle ammaccature, che non si scurisse e che resistesse alla peronospora, e che inoltre fosse meno sensibile alle alte temperature, in modo da produrre patatine fritte meno cancerogene.

Ma a distanza di anni si è accorto che il risultato è ben lontano da quello sperato. Nel suo recente libro, “Pandora’s Potatoes”, lo scienziato ammette che una volta scemato l'entusiasmo per la creazione genetica sia arrivato il dubbio di aver causato un pericolo per l'umanità. A preoccupare Rommens è il metodo con il quale è stata creata la patata OGM, il silenziamento dei geni RNAi. Questi geni possono essere silenziati ovunque, anche negli animali, e determinano la mancata manifestazione di alcune caratteristiche. Nella patata hanno determinato un rifiuto da parte delle api, che ne utilizzano solo il polline per il nutrimento delle larve ma non la considerano un alimento. Perché probabilmente le api riconoscono le alterazioni del Dna.

Nuove tossine

Un altro problema creato dagli alimenti geneticamente modificati è la sintesi di nuove proteine che potrebbero essere dannose o pericolose per gli organismi animali. Il silenziamento della patata ha portato alla formazione di una tossina chiamata alfa-aminoadipato, una neurotossina che in presenza di zuccheri produce sostanze di glicossidazione spesso implicate in molte patologie.

Ancora non esistono dati certi sulla concentrazione di alfa-amminoadipato nelle patate OGM, ma Rommens invita la Simplot a controllarli prima possibile. Anche la tendenza della patata a non scurirsi può rappresentare un pericolo: le patate biotech non mostrano zone più scure che in natura indicherebbero tessuti danneggiati e non commestibili perché contenenti tossine, per cui essi non vengono identificati né rimossi.

Sarebbe come dire che le patate OGM non mostrano i “lividi” come quelle naturali, pur avendo ricevuto dei danni. I lividi sono zone di ingresso per numerosi agenti patogeni e di fuoriuscita dell'acqua, e non individuarli può rappresentare un problema. Rimane valida soltanto la protezione contro la peronospora, che però, ammette Rommens, non durerà a lungo, data l'alta capacità dei microorganismi di riorganizzarsi e superare le condizioni avverse.