È una notizia delicata quella che Vincenzo D'Anna, il presidente dell'Ordine dei Biologi, ha comunicato tramite un articolo sul noto quotidiano Il Tempo. L'argomento riguarda una ricerca che avrebbe studiato oltre 400 casi di encefalomielite acuta disseminata, episodi correlati all'uso dei vaccini.

Lo studio

La ricerca, pubblicata nel 2013 su EpiCentro, portale di epidemiologia dell'ISS, è il primo resoconto che traccia in maniera accurata, le caratteristiche dell'epidemia di encefalomielite acuta disseminata post-vaccinica. È una vera e propria analisi delle segnalazioni della patologia in seguito alle vaccinazioni ed il suo autore è il dottor Paolo Pellegrino dell'Unità di Farmacologia clinica dell’Azienda ospedaliera Luigi Sacco di Milano.

Il portale su cui è stata pubblicata rientra in una rete internazionale detta Vaccine Safety Net e gestita dall'Oms: il suo scopo è quello di offrire ai sanitari e alle istituzioni di Salute pubblica un diretto accesso a informazioni scientifiche corrette ed affidabili, che vertano sulla sicurezza dei vaccini. La rete diffonde notizie nelle lingue di tutte le nazioni. Sono stati rilevati 199 casi di encefalite acuta disseminata grazie al VAERS, il reporting database americano, e 205 da EudraVigilance, che vigila sulla sicurezza dei farmaci europei.

L'encefalite acuta disseminata

La patologia del sistema nervoso causa un'infiammazione con conseguente demielinizzazione del SNC; studi pregressi avrebbero evidenziato la sua comparsa a seguito di vaccini contro il morbillo ed epatite B, dopo l’esavalente, il vaccino contro meningococco, influenza e HPV (Papilloma virus).

Lo studio ha evidenziato per la prima volta le caratteristiche della patologia e, rispetto a studi precedenti, si è osservato che la stessa interessa ogni fascia d'età. Sono i vaccini anti-influenzale e quello anti Papilloma Virus ad essere correlati in maggior misura alla reazione avversa. La ricerca si conclude dicendo che i casi di encefalite post-vaccinica potrebbero essere sottostimati proprio perchè l'interesse per questo tipo di evento negativo è andata scemando col tempo.

D'Anna denuncia: 'Studio riposto nel classico cassetto di turno'

''Non si tratta dei soliti No Vax", specifica D'Anna, precisando che lo studio è stato reso possibile da finanziamenti pubblici e poi è stato ''lasciato nel dimenticatoio''. Il presidente dell'ONB ha anche sottolineato che in questi anni le ricerche sui vaccini, in programma o già in corso all’Istituto Superiore di Sanità, hanno subito un'interruzione dopo l'allontanamento e la sostituzione dell'ex presidente Oleari.

Al dottor Oleari, nominato tramite concorso dal vecchio governo Monti, è subentrato il professor Walter Ricciardi, il quale, secondo D'Anna, sarebbe stato incaricato dall'ex ministro della Salute Lorenzin.

D'Anna ritiene che si dovrebbe vigilare su tutti gli eventi avversi, come richiesto dagli enti internazionali, così come dovrebbero essere fornite delle risposte sull'esatta composizione dei vaccini, sicuramente efficaci, ma di cui dobbiamo saperne di più.

Divisione interne all'ONB sui finanziamenti agli studi sulle analisi dei vaccini

D'Anna è stato duramente criticato in passato per la sua apertura al dialogo con i ''no-vax'' e per le sue affermazioni contro l'obbligo vaccinale. Critiche che hanno coinvolto anche lo stesso ONB, dopo che lo scorso 13 dicembre era emerso, in un articolo pubblicato dalla rivista Nature, che l'Ordine aveva elargito 10mila euro al Coordinamento regionale veneto per la libertà delle vaccinazioni, proprio per finanziare ricerche sulle analisi dei vaccini.

Notizia che già prima di essere resa pubblica aveva creato una spaccatura all'interno dell'ONB stesso. Infatti, già da fine ottobre, alcuni biologi avevano presentato online una petizione per richiedere la rimozione dello stesso D' Anna per le sue posizioni vicine al movimento ''no-vax''.