Il nuovo sistema per evitare la perdita dei capelli, durante e dopo la chemioterapia grazie a un casco refrigerante sta ottenendo buoni risultati in diversi ospedali oncologici dove è previsto questo tipo di trattamento. Gli ultimi dati positivi si riferiscono, in particolare, all'ospedale di Lugo di Romagna in provincia di Ravenna. In seguito all’applicazione del casco, in più del 50 per cento delle donne sottoposte a chemioterapia, questo tipo di trattamento ha evitato la caduta dei loro capelli. Una conseguenza che spesso incide molto negativamente sulla psicologia delle donne che affrontano la chemioterapia.

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Il casco refrigerante evita la calvizie

Dopo diverse ricerche in merito a questo diffuso problema, che interessa molte pazienti oncologiche, si è giunti alla realizzazione di un dispositivo capace di ridurre l’assorbimento dei farmaci chemioterapici da parte dei bulbi piliferi, impedendo il conseguente fattore di indebolimento e conseguente caduta dell’intera capigliatura. Il nuovo sistema si chiama Paxman Scalp Cooler’ e si avvale di un casco refrigerante in silicone, indossabile dalle pazienti prima, durante e dopo i trattamenti chemioterapici.

Il meccanismo di azione della cuffia refrigerata, induce i vasi sanguigni periferici che si trovano nel bulbo pilifero a contrarsi. Questo restringimento, eviterebbe la caduta dei capelli che, come abbiamo visto, è una conseguenza che incide molto negativamente sul percorso della malattia delle donne colpite dal problema. Le casistiche riportate, in particolare, dall'ospedale di Lugo su 62 donne sottoposte al trattamento, 35 di esse non hanno avuto la perdita dei capelli e quindi la necessità di ricorrere all’ausilio della parrucca.

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Anche la tolleranza della cuffia si è rivelata positiva, poiché solo 5 donne hanno sospeso l'applicazione per disturbi relativi alla comparsa di cefalea o per l'eccessiva sensazione di freddo.

Perdita dei capelli da chemioterapia: un effetto collaterale invalidante

Gli effetti della chemioterapia, se da un lato riescono ad aggredire le cellule tumorali e molto spesso a salvare milioni di pazienti dalla possibile proliferazione della malattia, dall’altro sono accompagnati da un effetto collaterale ben conosciuto dalle pazienti che implica l’inevitabile perdita dei capelli.

La condizione della calvizie post chemioterapica e causa, molto spesso, di uno sconvolgimento fisico e psicologico in un momento già estremamente difficile e gravoso per le donne. La perdita dei capelli oltre a determinare problematiche estetiche per le donne, implica anche l’evidenza di non poter mantenere la propria malattia in una sfera intima e privata. L’auspicio è quello che questo tipo di strumentazione possa essere usato da tutte le donne in trattamento chemioterapico e risultare presente negli ospedali su tutto il territorio.

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