Un nuovo trapianto di cuore artificialewireless’ ha salvato la vita a due pazienti. Si tratta della prima volta che un cuore ‘senza fili’ viene impiantato e siamo di fronte ad un grande traguardo raggiunto, grazie alla collaborazione di un team di ricercatori internazionali ad Astana, in Kazakistan. All’innovativo intervento ha preso parte anche il medico italiano, Massimo Massetti, direttore dell’Area cardiologica del Policlinico Gemelli di Roma e professore ordinario di cardiochirurgia all’Università Cattolica.

Il cuore che funziona con la tecnologia ‘wireless’

Si tratta della prima volta al mondo che viene trapiantato un cuore artificiale di questo tipo. Si tratta dell’applicazione, in campo medico, della tecnologia wireless capace di ricaricarsi senza l’ausilio di fili o batterie da collegare al paziente dall’esterno. Il meccanismo del nuovo cuore artificiale, infatti, funziona grazie all’ausilio di una cintura capace di inviare la corrente direttamente nel torace del paziente. L’intervento ha permesso ai due primi pazienti, protagonisti di questo storico intervento, di ricevere un cuore artificiale in grado di ricaricarsi, per la prima volta, senza fili esterni, ma grazie ad una cintura, facilmente indossabile dal paziente, capace di inviare la corrente necessaria al suo funzionamento.

La sua autonomia, dicono i ricercatori, è di circa 8 ore e concerne in una microturbina costruita in titanio capace di pompare più di 8 litri di sangue al minuto. Stiamo parlando di una tipologia di cuore artificiale già esistente, ma che per il suo funzionamento, necessitava di una alimentazione a batterie esterne collegate all’interno del dispositivo e quindi del corpo del paziente con uno speciale filo introdotto dalla parete addominale o dalla parte posteriore dell’orecchio. L’introduzione in questo ambito della tecnologia wireless, chiamata anche ‘CET’ (Coplanar Energy Transfer), permetterà di riuscire ad evitare diversi limiti dati dal precedente cuore artificiale. Saranno evitati sicuramente i rischi legati alle possibili infezioni ed annullati i rallentamenti nella routine della vita del paziente.

Infatti non saranno più previste soste per ricaricare l’organo, ma si tratterà di ricariche complete in sole due ore.

Il cuore ‘senza fili’: presto anche in Italia

Il nuovo sistema che ha unito la tecnologia wireless al cuore artificiale si chiama ‘FIVAD’. Il suo impianto, per il momento, ha interessato solo due pazienti. Si tratta di un 24enne e un 51enne affetti da una grave insufficienza cardiaca a livello terminale che grazie all’impianto del nuovo cuore ‘senza fili’ hanno ripreso a vivere serenamente. La speranza dei ricercatori è sicuramente quella di riuscire a portare anche in Italia questa nuova tecnologia che dovrà prima intraprendere un iter burocratico che prevede una serie di controlli e certificazioni.