Gli alimenti contenenti glutine spesso causano problemi gastrointestinali non solo nei celiaci, ma anche nei soggetti sensibili al glutine non celiaci (non-coeliac gluten sensitivity, NCGS). Di conseguenza una larga fetta della popolazione preferisce consumare “prodotti gluten free”. Una dieta assolutamente priva di glutine, in realtà, è prevista come trattamento medico solo per i celiaci, 1% della popolazione, mentre risponde bene ad essa un altro 10-15% degli individui, quelli con NCGS.

In realtà negli alimenti con glutine sono stati individuati, dal team di J.G. Muir dell’Università di Monash a Melbourne (Australia), altri nutrienti che causano dolore addominale, gonfiore e alterazione del transito intestinale: si tratta di carboidrati a catena corta, fruttani e GOS (fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli, FODMAP) scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e fermentati nel colon.

A seguito dell’analisi degli studi finora disponibili, i ricercatori australiani J.G. Muir, J.E. Varney, M. Ajamian, P.R. Gibson hanno rivelato che sono i FODMAP e non il glutine a causare i disturbi gastrointestinali sia nei gluten-sensitive che nei soggetti con sindrome del colon irritabile (IBS), pertanto la dieta low FODMAP viene indicata come terapia di prima scelta per controllare i loro sintomi gastrointestinali indesiderati.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Salute Corretta Alimentazione

Attualmente l’industria alimentare sta sviluppando prodotti da forno (pane, biscotti e altro) privi di glutine e con un basso quantitativo di FODMAP, mediante aggiunta di lattobacilli e lieviti in grado di digerire glutine e FODMAP. Il lavoro è stato pubblicato su ‘International Journal Food of Microbiology’ di questo mese.

Alimenti non idonei per gluten sensitivity e sindrome del colon irritabile

Il team australiano ha dimostrato che in almeno 10 studi clinici la dieta a basso contenuto di FODMAP era efficace nel 50-80% dei pazienti e migliorava la qualità della vita.

Questo regime alimentare limitava l’assunzione di FODMAP riducendo il consumo di determinati alimenti: in particolare il fruttosio presente in frutti (mango, mela, pera, frutta secca), sciroppi (di agave, di mais, miele), ortaggi (cipolla, aglio, carciofo); il lattosio in latte e suoi derivati (yogurt, gelato, formaggi molli); i fruttani in grano e segale (pane, cereali, pasta, biscotti), cipolle; i GOS (galattooligosaccaridi) in noci (pistacchi, anacardi) e legumi; il sorbitolo in frutti (mela, pera, avocado) e in alcuni prodotti dolci artificiali (gomme, lecca lecca); infine il mannitolo in ortaggi (funghi, cavolfiori, piselli) e alcuni pani lievitati.

Produzione di alimenti low FODMAP e senza glutine

Essendo presenti nel pane sia il glutine che i FODMAP, sono stati preparati pani gluten-free e a basso contenuto di FODMAP. Il pane di grano e segale, ad alto contenuto di FODMAP (fruttani, GOS e mannitolo), è stato combinato con due lieviti: Kluyveromyces marxianus, produttore di inulinasi agente sull’inulina e Saccharomyces cerevisiae rilasciante fruttanasi, riduttore dei fruttani della farina del grano.

Questi lieviti, insieme al probiotico Lactobacillus casei, sono stati utilizzati anche per degradare il glutine del pane. La raccomandazione è stata quella di diminuire i FODMAP a livelli tollerati, ma non di eliminarli del tutto, perché sono prebiotici che incoraggiano la crescita di batteri benefici nell’intestino.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto