Una recente ricerca scientifica, condotta dagli studiosi di Scienze dietetiche Applicate dell'Università Federico II, ha testato gli effetti della dieta mediterranea sulle funzioni del fegato e sulla riduzione del grasso presente. La ricchezza di nutrienti del regime alimentare mediterraneo ha portato ad una riduzione significativa del grasso accumulato nel fegato nelle persone con diabete di tipo due, in presenza di steatosi epatica.

La dieta mediterranea e lo studio sui diabetici

Giuseppe Della Pepa del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia della Federico II ha spiegato così i risultati: ''La ricerca ha dimostrato che la ricchezza di acidi grassi monoinsaturi presenti in elevata quantità nell'olio di oliva è in grado di ridurre il contenuto di grasso epatico in modo importante dal punto di vista clinico, la steatosi epatica è molto frequente nelle persone diabetiche di tipo due e la dieta mediterranea ricca di acidi grassi monoinsaturi è una strategia terapeutica efficace''.

I ricercatori hanno condotto lo studio randomizzato in 49 pazienti divisi in due gruppi, maschi e femmine con età compresa tra 35-70 anni, obesi o in sovrappeso e malattia diabetica di tipo due ma con controllo glicemico ottimale. I partecipanti hanno seguito per otto settimane due diverse diete con in comune la stessa energia calorica e con composizione simile di macronutrienti. Il primo gruppo costituito dal 50% dei partecipanti ha seguito una dieta multifattoriale ricca di vari componenti nutritivi e il secondo gruppo una dieta ad alta concentrazione di acidi grassi monoinsaturi.

La dieta multifattoriale, molto simile al vero regime alimentare mediterraneo di circa 50 anni fa, prevedeva il consumo di carboidrati a basso indice glicemico come i cereali integrali e i legumi, olio d'oliva ricco di acidi grassi monoinsaturi, poi tè verde deteinato, caffè decaffeinato, frutta e verdura, tutti molto ricchi di vitamine e polifenoli antiossidanti, infine il pesce e la frutta a guscio secca con alte quantità di acidi grassi omega 3 e omega 6.

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La seconda dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi includeva pasta e pane non integrale, riso, olio extravergine d'oliva, frutta o verdura a basso contenuto di polifenoli. All'inizio e alla fine del periodo di studio è stato testato il contenuto di grasso epatico attraverso la tecnica di spettroscopia di risonanza magnetica.

I risultati e le conclusioni sulle diete esaminate

Albarosa Rivellese, membro della Società Italiana di Diabetologia (SID) e professore ordinario all'Università Federico II di Napoli, durante il Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) a Barcellona, ha spiegato: ''L'adesione dei pazienti partecipanti allo studio è stata massima visto che i cibi erano naturali, le preparazioni abituali e non sono stati previsti supplementi''.

Alla fine del periodo di otto settimane, come riferisce Rivellese, il gruppo della dieta multifattoriale ha ottenuto una riduzione del grasso epatico del 40%, mentre nelle persone che avevano seguito il regime alimentare ricco di acidi grassi monoinsaturi da olio l'oliva la riduzione è stata del 19%. Questi risultati indicano chiaramente che una dieta multifattoriale ricca di nutrienti come quella mediterranea sia un'opzione nutrizionale per il trattamento della steatosi epatica nelle persone con diabete due e l'elevata adesione dei partecipanti al regime dietetico dimostra chiaramente come sia un regime alimentare facile da realizzare e da accettare.

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