Nella mattinata del 5 ottobre la Fondazione Nobel, che ogni anno conferisce l'omonimo premio a scienziati e intellettuali che hanno raggiunto i traguardi più importanti nel loro campo, ha comunicato i nomi dei vincitori del Nobel 2020 per la Medicina: si tratta di Harvey J. Alter, ottantacinquenne di New York, Charles M. Rice, sessantotto anni, californiano, e Michael Houghton, britannico di settantuno anni.

I tre ricercatori ricevono il premio a coronamento delle loro ricerche sul virus responsabile della trasmissione dell'epatite di tipo C, ricerche che hanno reso possibile individuare e isolare il ceppo e che rappresentano il primo e importantissimo passo per cominciare lo sviluppo di un vaccino che dovrà prevenire l'insorgere della malattia, come già esiste per l'epatite di tipo A e di tipo B.

Il 2020 è un anno che ha portato all'attenzione di tutto il mondo il tema della trasmissione e della prevenzione delle malattie infettive, costringendoci a ripensare il nostro modo di interfacciarci con l'esterno e chi ci sta intorno; l'assegnazione del Nobel a tre virologi arriva a ricordarci quali risultati Scienza e ricerca possano ottenere nel combattere minacce del genere.

La scoperta del virus dell'epatite C

I risultati della ricerca non sono il frutto di un lavoro isolato, ma derivano dal lavoro di più equipe che hanno affrontato il problema da più lati, utilizzando i risultati ottenuti dai colleghi come punto di partenza per approfondire la sperimentazione, nel pieno spirito della collaborazione scientifica che accumula piccole scoperte e conferme individuali per gettare luce su ogni dettaglio dell'oggetto di ricerca.

Dobbiamo a Houghton e alla sua equipe di ricercatori presso l'Università di Alberta, in Canada, la messa a punto della tecnica che ha finalmente permesso di isolare il virus e di studiarne nel dettaglio il genoma, la struttura del suo DNA. Alter e Rice, con i loro progetti, hanno invece permesso di stabilire che il virus, denominato HCV, è la causa principale della malattia e che può bastare da solo per causarla in un soggetto predisposto.

Anche l'epatite C, come quella di tipo A e di tipo B, attecchisce spesso nel fegato di persone che fanno forte uso di sostanze come alcol e droghe, che sottopongono il fegato a una grande mole di lavoro per essere smaltite, indebolendolo, e che spesso rischiano di entrare in contatto con dosi di sangue infetto, ad esempio maneggiando siringhe non disinfettate.

La cerimonia di assegnazione

Alter, Rice e Houghton ricevono quest'anno il riconoscimento dopo un altro terzetto di ricercatori anglosassoni, Kaelin, Ratcliffe e Semenza, che nel 2019 erano stati insigniti del premio per le loro scoperte su come le cellule percepiscono la presenza dell'ossigeno nel loro ambiente. Lo scorso 10 dicembre la cerimonia si è potuta svolgere con la partecipazione dei vincitori e la presenza della famiglia reale svedese, come da tradizione alla Konserthuset di Stoccolma, il principale teatro della città.

Rimane ancora da decidere se sarà possibile organizzare anche quest'anno una cerimonia di consegna dei premi o se le norme di sicurezza anti contagio suggeriranno un approccio più prudente, magari con il collegamento via internet dei vincitori, o se la cerimonia verrà piuttosto cancellata e rimandata a dopo la fine dell'emergenza sanitaria.

Oltre alla notorietà per il grande pubblico e al prestigio scientifico del riconoscimento, l'assegnazione del premio Nobel comprende anche un premio in denaro non indifferente, pari quest'anno a 10 milioni di corone svedesi, circa 950.000 euro, che i tre scienziati si divideranno a dicembre, dopo l'assegnazione ufficiale.

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