Il virologo Roberto Burioni ha commentato su Twitter l'incremento a oltre 2.500 casi di positività al Coronavirus del primo ottobre: "Le cose cominciano a mettersi peggio". Il professore ha raccomandato di continuare a seguire le normative anti-contagio per preservare la propria Salute, ovvero rispettare la distanza interpersonale, indossare la mascherina, evitare i posti chiusi e gli assembramenti e lavarsi spesso le mani.

Burioni pagarona la lotta al coronavirus a una partita di calcio

"È come l'Italia del 2006", ha scritto il docente dell'Università San Raffaele di Milano sul proprio portale 'Medical Facts', in merito alla "magnifica" semifinale che ha giocato contro la Germania, ma ora "si va in finale".

Secondo il virologo, gli italiani starebbero ancora giocando questo importante match e non si sa se vinceranno o meno. In pratica, con questi paragoni, Burioni si riferisce al vaccino della società Moderna (che collabora con il Niaid), del quale conosceremo l'efficacia nel giro di settimane o pochi mesi. I primi risultati divulgati in questi giorni hanno evidenziato che il vaccino potrebbe funzionare anche sugli anziani. "È una buona notizia", ha sottolineato Burioni, spiegando che molteplici vaccinazioni, tra cui anche quelle per l'influenza, sugli anziani hanno meno efficacia. E se questo accadesse anche con quello della Covid-19, a parere dell'infettivologo, sarebbe un vero problema, perché gli anziani rappresentano dei soggetti a rischio.

I primi riscontri sul vaccino della società biotech americana

Roberto Burioni ha parlato della prima fase di sperimentazione del vaccino della Moderna, arrivato ora al terzo step, spiegando che sono stati studiati gli effetti sui pazienti tra i 50 e i 70 anni e in quelli che superano i 70 anni. Il professore ha asserito che tutti loro hanno sviluppato degli anticorpi in grado di contrastare il coronavirus, però gli effetti collaterali non sono stati di lieve entità, anche se "tollerabili".

Ma ha precisato che questi risultati non ci assicurano che il vaccino funzioni anche sugli anziani, bensì potrebbe significare che "le premesse per una protezione anche dei più anziani ci sono tutte". Insomma, sulla base di quanto dichiarato dal virologo, bisognerà aspettare per valutare se questi preamboli si evolveranno in qualcosa di più concreto.

Nel frattempo, sono schizzati i contagi per coronavirus in Italia: al primo ottobre sono stati registrati 2.548 nuovi casi, un'impennata che non si vedeva da più di cinque mesi. Sono dunque saliti a 52.647 gli attualmente positivi nel nostro Paese, 1.384 in più rispetto a mercoledì 30 settembre. Il Ministero della Salute ha reso noto che c'è stato un incremento anche dei numeri relativi ai pazienti ricoverati: 3.097 nei reparti ordinari e 291 nelle terapie intensive.

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