Nelle Marche, le percentuali relative ai tre principali programmi di screening oncologici – mammella, cervice uterina e colon-retto – evidenziano nel 2024 risultati differenziati rispetto alla media nazionale. L’estensione, ovvero la percentuale della popolazione target che riceve un invito allo screening, e l’adesione, cioè la proporzione di invitati che effettivamente esegue il test, sono i due parametri chiave presi in esame.
Per lo screening mammografico, l’estensione nelle Marche si attesta all’87,5% (media italiana 97,3%), mentre l’adesione raggiunge il 40,3% (media nazionale 50%).
Questo posiziona la regione al 17° posto in Italia. Nel caso dello screening cervicale, per il tumore del collo dell’utero, l’estensione nelle Marche è del 167,9% (media nazionale 117,2%) e l’adesione arriva al 69,7% (media Italia 51%), collocando la regione al 3° posto a livello nazionale. Per quanto riguarda lo screening del colon-retto, l’estensione è dell’85,6% (media Italia 94%) e l’adesione del 29,2% (media Italia 33,3%), con la regione al 13° posto.
Andamento degli screening nelle Marche
L’analisi dei dati 2024 mette in luce che, solo per lo screening cervicale, le Marche superano la media nazionale sia per estensione che per adesione. In particolare, la percentuale di estensione del programma cervicale supera il 100%, indicando che la popolazione target viene raggiunta anche con richiami o inviti multipli.
Al contrario, per mammografia e colon-retto, sia la copertura degli inviti che la risposta degli utenti risultano inferiori rispetto alla media italiana.
La regione si posiziona quindi tra le prime tre in Italia per lo screening cervicale, mentre resta nella seconda metà della classifica nazionale per gli altri due programmi. Questi dati riflettono una situazione in cui la prevenzione oncologica tramite screening presenta margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione ai programmi di mammografia e colon-retto.
Scenario nazionale degli screening oncologici
A livello nazionale, la copertura degli inviti e l’adesione ai programmi di screening oncologici risultano ancora parziali.
Nel 2024 sono stati spediti inviti a oltre 14,1 milioni di cittadini, ma meno di 6,5 milioni hanno aderito. Il 54% della popolazione interessata, pari a oltre 7,6 milioni di persone, è rimasto escluso dai programmi gratuiti.
Il mancato raggiungimento di una copertura del 90% avrebbe impedito di identificare oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose. Tra questi, più di 11mila carcinomi della mammella, quasi 9.700 lesioni precancerose della cervice uterina, 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25mila adenomi avanzati. Il tasso di adesione riflette anche la capacità dei servizi sanitari regionali di governare l’intero percorso, dalla programmazione degli inviti all’erogazione dei test.