La Calabria si conferma tra le regioni con la più bassa adesione ai programmi di screening oncologici in Italia, posizionandosi significativamente al di sotto della media nazionale. I dati, relativi al 2024 e analizzati dalla Fondazione Gimbe, evidenziano criticità sia nell'estensione degli inviti sia nella partecipazione effettiva ai test di prevenzione per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.

La situazione degli screening in Calabria

Per lo screening mammografico, la Calabria raggiunge un'estensione del 69,2% della popolazione target, nettamente inferiore alla media italiana del 97,3%.

L'adesione effettiva si attesta a un preoccupante 15,2%, contro il 50% nazionale. Anche per lo screening cervicale, la regione mostra un'estensione del 74,3% (media Italia 117,2%) e un'adesione del 12,2% (media Italia 51%). Lo screening colon-rettale presenta un'estensione dell'86,9% (media Italia 94%), ma l'adesione è la più bassa, fermandosi al 4,5% rispetto al 33,3% della media nazionale.

Contesto nazionale e le diseguaglianze territoriali

Nel 2024, oltre 14 milioni di italiani sono stati invitati a sottoporsi a test di screening oncologici. Tuttavia, più di 7 milioni e mezzo di persone, pari al 54%, non hanno risposto all'invito, perdendo una preziosa opportunità di diagnosi precoce. L'analisi della Fondazione Gimbe mette in luce profonde diseguaglianze territoriali, con il Mezzogiorno che continua a registrare i livelli più bassi sia nell'estensione degli inviti sia nell'adesione ai programmi di prevenzione.

In particolare, la Calabria registra le performance peggiori per tutti e tre gli screening: solo il 4,5% degli invitati partecipa allo screening del colon-retto, il 12,2% a quello della cervice e il 15,2% a quello della mammella.

Implicazioni e gli obiettivi futuri

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, le «adesioni ancora troppo basse e profonde diseguaglianze territoriali compromettono l’efficacia dello strumento più idoneo per individuare precocemente tumori e lesioni precancerose». Il Piano Nazionale di Prevenzione 2026-2031, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, ha fissato obiettivi ambiziosi: raggiungere una copertura degli screening oncologici di almeno il 90% della popolazione target entro il 2029, con traguardi intermedi del 70% nel 2027 e dell’80% nel 2028.