La Regione Puglia ha tenuto la sua prima riunione dell'unità di crisi sanitaria a Bari il 3 agosto 2026. L'incontro, presieduto dal presidente regionale, ha messo al centro del dibattito i temi cruciali per il futuro del sistema sanitario locale: la riorganizzazione dei servizi di emergenza-urgenza, con un focus specifico sul 118 e sui pronto soccorso, e l'avvio della fase due del programma per l'abbattimento delle liste d'attesa, che passa ora da sperimentale a regime operativo.

Intervento sulla mobilità passiva

Uno dei punti salienti discussi è stato l'annuncio di imminenti delibere volte a contrastare la mobilità passiva.

Queste misure mirano a ridurre i trasferimenti di pazienti pugliesi verso altre regioni per prestazioni sanitarie che non rientrano nelle attività salvavita. Il presidente ha sottolineato l'importanza di queste azioni, affermando che serviranno a diminuire quelli che vengono spesso definiti ‘viaggi della speranza’, riferendosi a cure che, in realtà, possono essere erogate con la stessa efficacia all'interno della Regione Puglia.

Contenimento della spesa e rafforzamento della governance

La riunione ha affrontato anche il delicato tema del contenimento della spesa sanitaria. Questo aspetto è strettamente legato al prossimo rinnovo contrattuale del personale del settore e al previsto trasferimento di alcuni farmaci dalla spesa ospedaliera a quella farmaceutica da banco, una transizione che si prevede comporterà un aumento dei costi complessivi.

L'istituzione dell'unità di crisi sanitaria si inserisce in questo contesto, con l'obiettivo primario di rafforzare la governance e il monitoraggio del servizio sanitario regionale.

L'operato di questa unità è strategico per garantire un coordinamento efficace tra le diverse strutture del sistema sanitario pugliese. Il suo ruolo include il monitoraggio costante dell'andamento dei servizi, l'intervento tempestivo in caso di criticità e la promozione di soluzioni organizzative innovative, mirando a migliorare l'efficienza e la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini.