Si è tenuto il 7 agosto 2026 a Jesolo l'Open Day Prevenzione dedicato alla salute cardiovascolare. Promosso dall'Ulss 4 Veneto orientale in collaborazione con medici di base e associazioni di volontariato, l'evento ha incentivato stili di vita corretti per prevenire patologie gravi come infarto, ictus e scompensi cardiaci.

L'assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha visitato il percorso cardioprotetto all'aperto e la palestra di Cardiologia riabilitativa. Il percorso, destinato a soggetti a rischio o in fase di monitoraggio della salute, prevede esercizi a intensità crescente con monitoraggio costante tramite dispositivi telemetrici che trasmettono in tempo reale i parametri vitali ai medici.

Percorso Cardioprotetto e Prevenzione

Usato da dieci anni per la riabilitazione post-intervento e, dall'anno precedente, come strumento di prevenzione cardiovascolare, il circuito cardioprotetto offre un supporto concreto per mitigare i rischi di malattie cardiache tramite attività fisica controllata.

Gerosa ha sottolineato l'importanza di tali iniziative, definendole “una realtà esportabile anche all'interno delle Case di comunità”. “I cittadini veneti sono fra i più anziani d’Italia, l’aspettativa di vita supera gli 84 anni ma serve ridurre la forbice tra aspettativa e vita in buona salute”.

Innovazione in Riabilitazione Cardiologica

Nella palestra di Cardiologia riabilitativa è stato presentato il nuovo sistema D-Wall: una parete digitale interattiva con telecamera 3D e piattaforma di forza.

Questo strumento riconosce i movimenti del paziente, fornendo riscontro immediato per la corretta esecuzione degli esercizi. Permette una riabilitazione personalizzata, dal recupero della mobilità al rinforzo muscolare, equilibrio e postura.

Il direttore generale dell’Ulss 4, Carlo Bramezza, ha concluso: “Accogliere l’assessore Gerosa nel parco cardioprotetto e negli spazi del nostro ospedale è l’occasione per mostrare concretamente come prevenzione, cura e riabilitazione dialoghino in un unico percorso, pensato per accompagnare la persona ben oltre le mura dell’ospedale”.