L’Irccs Crob di Rionero in Vulture ha aperto i suoi laboratori agli studenti con l’evento “La ricerca che cura”, in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata. Gli alunni dell’IIS “Giustino Fortunato” di Rionero hanno partecipato a un pomeriggio di attività pratiche e divulgative. Il focus era su ricerca oncologica, biologia molecolare, microscopia, citofluorimetria, DNA e alimentazione.

Massimo De Fino, direttore generale dell’Irccs Crob, ha collegato l’iniziativa al valore della ricerca oncologica svolta nell’Istituto e alla collaborazione con Unibas.

Ha ribadito l’obiettivo di “aprire i laboratori ai giovani”, evidenziando la sinergia con l’ateneo lucano come chiave scientifica. De Fino ha ricordato che il Crob di Rionero è uno dei tre Irccs del Mezzogiorno, definendo tale condizione una sfida quotidiana per ricerca e cura. Il gruppo di ricerca conta 44 ricercatori, dopo 14 nuovi inserimenti.

Le attività del Villaggio della Ricerca

Nel “Villaggio della Ricerca”, gli studenti hanno partecipato a esperimenti dal vivo e attività a rotazione. Il programma ha incluso modellini di DNA con caramelle, estrazione del codice genetico dalla frutta, dimostrazioni al microscopio e le stazioni “Visita con Vista” ed “Esplora l’universo microscopico”. Le attività hanno compreso il percorso su alimentazione “NutriAmo il futuro: bocconi di scienza”, il quiz “Sfida onco-LOGICA”, incontri con i ricercatori ed escape room scientifiche (“Il DNA scomparso”, “Il codice fluorescente”), su citofluorimetria e biologia molecolare.

L’iniziativa era stata programmata per il 24 settembre 2026, dalle 15:30, presso l’Irccs Crob a Rionero. Il calendario prevedeva dalle 16:00 alle 19:00 l’apertura del “Villaggio della Ricerca”, con laboratori interattivi, esperienze di “ricercatore per un giorno”, una “Research Escape Room”, incontri e visite agli open lab. Alle 19:00 erano previsti i saluti istituzionali con la partecipazione di rappresentanti regionali.