Così come la vita, il calcio è fatto di cicli, più o meno fortunati. Il Milan è l’emblema essenziale di questa affermazione. Nei 26 anni della presidenza Berlsuconi, i rossoneri sono stati per tantissimo tempo sul tetto del mondo, riuscendo ad essere il club più titolato del globo.

In questa stagione però, il Milan è ripartito da zero o quasi. In estate, anche a causa della crisi mondiale si è dato il via ad una vera e propria rivoluzione, soprattutto tecnica che non lascia scampo a tante interpretazioni. Sembra ormai lontanissimo il maggio 2011 quando, a Roma, Zlatan Ibrahimovic e compagni festeggiarono il 18 titolo nazionale del club.

Dopo la cessione dello svedese e di Thiago Silva, oltre all’addio di tanti senatori che hanno fatto la storia milanista, si sta cercando di ripartire da una squadra giovane e, al momento, meno competitiva delle precedenti. La nuova stagione era iniziata malissimo per la squadra, con mister Allegri sempre in discussione a causa di tante sconfitte (6 su 14 partite in campionato) ed altrettante prestazioni poco convincenti. Dal 18 novembre però, qualcosa sembra essere cambiato nella mente e nelle gambe dei giocatori.

Quel giorno, grazie ad una positiva rimonta, i rossoneri riuscirono ad uscire indenni dal San Paolo, campo del Napoli. Quello, potrebbe essere stato il momento della svolta della stagione rossonera  visto che in una settimana sono arrivate due vittorie importanti e prestigiose: una contro l’Anderlecht che ha permesso il passaggio del turno in Champions League e quella contro la Juventus, nemica storica ed attuale capolista della nostra Serie A. I tempi bui sembrano essere ormai alle spalle, la cattiveria agonistica ed il piglio giusto, sono elementi essenziali per dei giocatori che indossano una maglia “pesante” come quella rossonera.