Sono passati più di sei mesi da quando gli appassionati del basket di Treviso si sono dovuti rassegnare alla triste notizia. Alla fine della scorsa estate è finita un’epoca. L’epoca dei vari Toni Kukoc e Vinnie Del Negro, delle Coppe Europee e degli scudetti, delle emozioni del Palaverde straripante e dei cortei della squadra nel centro città.
Era maggio, in verità, quando tutti sapevano che la gloriosa storia degli ultimi vent’anni stava terminando. Una parentesi lunga e strabiliante ma alla capitolazione. All’ultima sirena dell’ultima partita dello scorso campionato di serie A, ci si stava rendendo conto che sarebbero rimasti, e sono restati, solo i fantastici ricordi che i vari campioni ci hanno regalato.
Ricordi ed emozioni che non si scordano mai ma che hanno dato la forza di trasformare questa cocente delusione in un progetto ambizioso.
La città e i suoi appassionati di pallacanestro vi hanno partecipato in modo molto forte. Treviso Basket è rinata come la Fenice e si è iscritta al campionato di Promozione Maschile. Un campionato provinciale che vede le partecipanti giocare partite nelle palestre delle scuole o, in qualche caso fortunato, in piccoli palazzetti con qualche spalto. Nonostante questo, e la misera posta in palio, il pubblico segue la squadra riempiendo il Natatorio di Treviso (circa 1500 posti a sedere), con la curva degli ultras che sostengono la squadra come se fosse nella massima serie.
Una passione dei trevigiani per questo sport che non ha spento l’entusiasmo ma, assurdamente, l’ha rigenerato. Una storia che rivive di storia.
L’emozione, di rivedere in campo vecchi campioni del passato a giocare, vissuta al pari di molte occasioni internazionali a cui si aveva assistito nei momenti di massima gloria. Non si vincerà lo scudetto ma l’entusiasmo è sempre quello e il futuro, seppur incerto, è visto con speranza. A noi delusi, per il momento, basta rivedere in pantaloncini Massimo Jacopini, Petar Naumoski, Sasha Djordjevich, Claudio Coldebella e tanti altri. Lo spettacolo deve continuare; dalle stelle alle stalle come fossero stelle. Questo è sport.