Il goal che ,durante il secondo tempo della partita Roma Juve, ci ha regalato Francesco Totti ha quel sapore antico di un calcio che non esiste più, il calcio dei campioni assoluti, di quelli che facevano squadra da soli, dei numeri 10 cui non importava niente degli schemi provati in allenamento con il Mister ed i compagni, di quei giocatori cui, prima di scendere in campo l'allenatore poteva solo dire: sei libero di fare ciò che vuoi, facci vincere la partita.

Di calciatori come questi ne nascono davvero pochi e quei pochi che ci sono, di solito, hanno una vita calcistica breve, poichè all'estro in tutti i campi, e non fa eccezione quello calcistico, in genere si abbina una sregolatezza di vita e di comportamenti che porta i fuoriclasse a rendere ben meno del loro effettivo valore.

A Francesco Totti, borgataro romano approdato alle giovanili della Roma a dodici anni, questo non è successo; il ragazzo, classe '76, osannato da tutti e super premiato durante la sua lunga carriera, ha sempre tenuto il timone della sua esistenza privata e calcistica ben dritto e la prova è che, a 36 anni suonati, Totti prepara con l'eleganza di sempre quel bolide da trenta metri che, eseguito poi alla perfezione, stende la Juventus capolista.

Certo Totti, nelle partite con la Juve, mette sempre qualcosa in più perchè con la squadra bianconera la sua Roma ha una rivalità che risale a ben trenta ani fa, quando le due squadre, nei primi anni 80, dominatrici assolute del campionato, si contendevano lo scudetto punto a punto ogni anno, ma è pur vero, che per mettere in mostra un gesto come quello di sabato contro la juve, che, prima che tecnico è innanzitutto atletico, Totti deve star bene fisicamente, perchè a 36 anni non è proprio un ragazzino, e per ottenere la sua forma fisica alla sua età, vuol dire che il capitano si allena regoolarmente, segue una dieta adatta ad un calciatore, insomma, oltre che un campione indiscusso, è un professionista serio, il che lo rende una mosca bianca nel calcio di oggi.