Tra tutti i "Figli del deserto" nessuno è mai riuscito a sfondare nel mondo del calcio internazionale. Scorrendo la lista dei giocatori sauditi si può notare un folto gruppo di onesti mestieranti, operai del pallone che hanno fatto soltanto la fortuna delle proprie squadre in madre patria senza mai riuscire ad affermarsi al di fuori della propria terra. Un dato curioso che accomuna i calciatori arabi è che molti di essi hanno speso tutta la carriera vestendo la maglia di un unico club.
E uno di questi è proprio Mohamed Al-Deayea, miglior portiere mai sfornato dall'Arabia e che ha difeso i pali della nazionale verde per moltissime partite.
Al Deayea, come detto, è stato un ottimo portiere nonché colonna della nazionale araba: Al-Deayea detiene tuttora il record di presenze in nazionale con 178 incontri disputati. L'estremo difensore ha speso quasi tutta la sua carriera con la maglia dell'Al-Hilal dove è sceso in campo in più di trecento occasioni. Il gigante arabo, ritiratosi nel 2010, ha raggiunto l'apice della sua carriera quando è stato ad un passo dal Manchester United. Il sogno, però, durò ben poco perchè nel lontano 2001 Sir Alex Ferguson gli preferì un certo Fabien Barthez e l'affare sfumò. Questa fu la sua più grande occasione e per Al Deayea non si ripresentò più nulla di così importante.
Il portiere resta in patria vincendo tutto con la propria squadra tra cui una Supercoppa d'Asia e quattro campionati arabi.
Le sue fortune migliori, però, vengono raccolte con la maglia verde della propria nazione. Al-Deayea gioca un ruolo fondamentale nella vittoria in Coppa d'Asia ed è titolare ai mondiali del 1998 e a quelli del 2002 in Corea dove però giocò male e perse il posto in favore di Zaid. La ciliegina sulla torta fu la dèbacle subita contro la Germania (8-0 il passivo) che tagliò definitivamente la carriera internazionale del portiere di Tabuk. Dopo aver continuato a difendere i pali della propria squadra Al-Deayea gioca l'ultima partita nel 2012 in una partita contro la Juventus, gara che segnerà il suo definitivo addio al mondo del calcio giocato. Una curiosità legata al giocatore è quella relativa al suo abbigliamento: contrariamente a tutti i suoi colleghi il portiere saudita era solito indossare pantaloni lunghi durante la partita. Questo look portava i tifosi a screditarlo, salvo poi rivalutarlo non appena volava da un palo all'altro per difendere con le unghie e con i denti la porta della sua nazione.