L'orgoglio del Real Madrid non è bastato. Il ritorno di semifinale di Champions League finisce 2 a 0 per gli uomini di Mourinho, ma in finale ci va il Borussia Dortmund.

Dopo il 4 a 1 del Westfalenstadion di Dortmund è stato il Santiago Bernabeu l'ultima sosta prima del gran finale di Wembley. Anche se sul campo a spuntarla è stato l'undici schierato da Klopp, nei numeri e negli affari a condurla è sempre il Real.

Con quasi 216 milioni di euro di montestipendi è secondo solo agli acerrimi nemici del Barcellona; mentre i giallonero tedeschi si trovano solo al settantantesimo posto della speciale classica con circa 90 milioni di monte.

Non c'è da stupirsi che Florentino Perez, patron delle merengues, possa disporre di così tante risorse per poter soddisfare le stellari esigenze di ingaggio del club. Molto interessante è, dall'altra, il ritorno alla ribalta di una vecchia grande come il Borussia, ricordiamo la Champions vinta contro la Juve dell'era Lippi, che invece ha portato avanti un progetto nato dall'orlo del baratro con debiti fino al collo, investimenti sbagliati e il rischio fallimento, ma che alla fine ha portato ad una gestione oculata delle spese e in conclusione alla finale più ambita.

I ragazzi di Klopp schierati nella magica notte di Madrid sono costati in totale circa 23,5 milioni di euro contro i 183 dei rivali spagnoli.

Dati alla mano salta subito all'occhio come Gotze costato 0 oggi ne valga 42 sul mercato internazionale, mentre sulla sponda opposta si fa notare solo il balzo di Pepe da 7,5 a 30, che ieri non è sceso in campo anche se recuperato dal tecnico portoghese.

In pratica il Borussia Dortmund è costato la metà di quanto Peres sborsò per strappare Cr7 Cristiano Ronaldo allo United di Sir Alex Ferguson nel 2009.

La squadra della Renania Settentrionale oggi ne vale invece 216 (+88%) con i soli Gotze, Lewandowsky e Reus che ne fanno 100 in tre;dalla loro i pluricampioni del Real Madrid, che andavano a caccia della decima affermazione in Champions, ne valgono 383 (+52) con Ronaldo a tirare le fila con i suoi 100 di valore.

Il primo vero botto il Borussia lo fa nel 2007 quando porta a casa Blaszczykowsky proveniente dalla polacca Wisla Cracovia. Nonostante l'interessamento della Samp andò in Germania per 3,1 milioni di euro; ieri è stato la rocca invalicabile della compagine tedesca.

Dopo di lui arrivarono sotto la gestione Klopp i vari Hummels, riscattato a 4 milioni, il migliore nella difesa giallonera dove ha intrappolato Benzema fino al minuto 82; Subotic, costato 4,5 milioni provenienza Mainz, che non ha dato scampo a CR7 nemmeno un secondo; uno dei due gemelli Bender, Sven, arrivato dall'altra sponda di Monaco di Baviera, quella del 1860, per 1,5 milioni e che ieri è stato uno dei pochi ad andare in difficoltà contro le merengues.

E se si pensa che Piszcek e Gotze sono arrivati a parametro 0, il primo svincolato nel 2010, l'altro vestito di giallonero da quando aveva 8 anni, i numeri assumono proporzioni incredibili. 

Con il vento in poppa il Borussia ora può permettersi di sognare sia a livello calcistico sia economico. Il tetto spesa può essere alzato e se dovesse arrivare anche la seconda coppa dalle grandi orecchie tutto può essere possibile.