Bradley Wiggins sotto inchiesta. La notizia arriva dal Daily Mail ed è la conseguenza dell’attacco hacker che ha svelato le richieste di Wiggins e della Sky per usare dei farmaci normalmente proibiti dalle regole antidoping. L’Agenzia antidoping britannica ha aperto un’indagine per fare luce sul caso e soprattutto su quanto successo nel giugno del 2011, quando Wiggins richiese la prima esenzione per assumere il triamcinolone e curare così un’allergia.

Wiggins, le tre esenzioni

Tutto è iniziato con l’attacco di un gruppo di hacker russi agli archivi della WADA, l’Agenzia mondiale antidoping.

Gli hacker hanno pubblicato i documenti di numerosi atleti relativi alle richieste di esenzioni a scopo terapeutico. Dopo averne fatto richiesta gli atleti che hanno dei problemi di salute possono infatti usare dei farmaci normalmente proibiti dalle regole antidoping. È una pratica che in alcuni casi può sfociare nell’abuso, nella richiesta senza un vero problema di salute, con il fine di migliorare le prestazioni sportive. Una zona grigia in cui ci si può muovere tra lecito e illecito.

Gli hacker hanno pubblicato anche i documenti relativi a Bradley Wiggins. Il campione britannico ha richiesto per tre volte di poter assumere il triamcinolone per curare un’allergia. A destare molti sospetti è stata la tempistica delle richieste.

Nel 2011 e 2012, quando Wiggins puntava al Tour de France, le richieste sono state effettuate a fine giugno. Nel 2013, quando il campione corse il Giro d’Italia, l’esenzione per usare il triamcinolone arrivò a aprile.

Il pacco sospettoe le date che non tornano

L’Agenzia antidoping britannica vuole fare chiarezza sui fatti del giugno 2011, quando Wiggins e la Sky inoltrarono la prima richiesta di esenzione.

Il 12 giugno, il giorno di conclusione del Giro del Delfinato, l’allenatore della squadra femminile britannica volò a Ginevra e da lì raggiunse La Toussuire, dove terminava il Delfinato, con una macchina presa a noleggio. L’uomo, Simon Cope, consegnò un pacco allo staff del Team Sky per poi tornare immediatamente a Ginevra e in Inghilterra.

In un primo momento Cope aveva attribuito quel viaggio ad un incontro con l’atleta Emma Pooley, che però ha smentito la ricostruzione dimostrando che in quel periodo era in Spagna.

La British Cycling ha confermato poi il viaggio di Cope con quel pacco sospetto, ammettendo che si trattava di un farmaco per un corridore della Sky. In ballo c’è anche un video sospetto che mostra un incontro tra Wiggins e il medico della Sky, Richard Freeman, proprio in quelle ore del dopo tappa di La Toussuire. L’Agenzia antidoping dovrà cercare di chiarire se quel farmaco era l’ormai famoso triamcinolone, se è stato assunto in quella giornata e perché la richiesta di esenzione è invece datata 29 giugno, ben 17 giorni dopo.