Dopo gli ultimi sviluppi risalenti a quest’estate, alex schwazer, marciatore altoesino ormai 31enne, si è forse deciso a reagire: dovendo rimanere lontano dalla competizione, cerca quanto meno di non cambiare settore di competenza e si dichiara intenzionato ad inaugurare una seconda vita sportiva come allenatore, per mettere la sua ricca esperienza di primo livello al servizio di privati che vogliono raggiungere obiettivi più ambiziosi, o semplicemente che sono alla ricerca di una guida.

La carriera diSchwazer

La favola di Schwazer era iniziata in occasione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, con la vittoria della 50 km stabilendo il nuovo record olimpico di specialità. Pronto a ripetersi nel 2012 e a competere da favorito, l’atleta italiano fu costretto a fare i conti con un imprevisto: venne trovato positivo all’eritropoietina ricombinante dopo un controllo a sorpresa. Il 7 agosto vennesospeso su richiesta del Tribunale Nazionale Antidoping.

In seguito vennesospeso anche dal servizio all’Arma dei Carabinieri, perdendo inoltre il contratto di sponsorizzazione con la Ferrero.

Schwazer aveva ripresoa gareggiare dal 30 gennaio 2016, in seguito ad una squalifica di 3 anni e 6 mesi. L’8 maggio 2016ha presoparte ai campionati del mondo a squadre di marcia 50 km a Roma, vincendo la gara. Tutto sembrava volgere per il meglio, ma il 21 giugno 2016 è trapelata la notizia della presunta positività di un test anti-doping, inizialmente risultato negativo.

Nonostante le proteste e le denunce per diffamazione, l’8 luglio 2016 Alex è statonuovamente squalificato; 10 agosto 2016, in sede olimpica a Rio de Janeiro, è stata ufficializzata la condanna ad 8 anni di squalifica, che di fatto ha postoe fine alla carriera sportiva dell’azzurro.

La svolta

Arriviamo così a questi giorni, in cui Alex ha ufficializzato la fine dell’attività agonistica. Per i tanti che temevano per il futuro dell’altoaltesino, finalmente arriva una buona e rassicurante notizia: Schwazer sembra aver voltato pagina, essere riuscito a metabolizzare la propria storia sportiva.

Una storia caratterizzata da tanti errori di valutazione e, forse, da qualche sgambetto di chi non voleva più vederlo in gara. Da novembre è possibile visitare il sito ufficiale dell’ex atleta italiano, in cui si può leggere: «Sognate di correre la prima maratona della vostra vita e non sapete da che parte cominciare? Oppure avete corso una granfondo in bicicletta ed il risultato non è stato all’altezza delle vostre aspettative?

Oppure siete semplicemente stanchi del fatto che i programmi di allenamento siano spesso uguali e abbastanza monotoni? Con l’esperienza di oltre 70.000 km di marcia e di centinaia di ore di corsa e in bici nelle gambe, spero di esservi utile per raggiungere il vostro personale obiettivo con un programma di allenamento fatto su misura per voi. [...] Ci tengo a dire che non sono nè un medico nè un dietologo, quindi non verranno consigliati nè integratori nè piani di alimentazione».

La carriera sportiva ha dato, ma soprattutto tolto tanto ad Alex. Questa inedita veste di preparatore potrebbe essere l'occasione giusta per lasciarsi il passato definitivamente alle spalle; la professione di allenatore potrebbe dare ulteriori soddisfazioni all'altoaltesino che, non bisogna dimenticarlo, ha comunque contribuito a dare lustro allo sport italiano nel mondo. C'è un'altra novità per Alex: nei primi mesi del 2017 diventerà padre. Speriamo per lui che questo nuovo capitolo della sua vita gli porti felicità e stabilità. E non dimentichiamo che Schwazer è stato squalificato come atleta, ma può sempre contribuire al sistema sportivo internazionale o italiano in altre vesti. Magari lo vedremo trionfare ad un’altra edizione dei Giochi Olimpici, non più da atleta ma da preparatore o allenatore. Se lo meriterebbe.

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