La confessione in tema di doping che Lance Armstrong pronunciò quattro anni fa nella celebre intervista ad Oprah Winfrey non è stata certo la conclusione dei suoi guai. L’ex campione texano non solo è stato cancellato dall’albo d’oro del Tour de France, ma ha subito richieste di risarcimenti da sponsor e partner tecnici che lo avevano accompagnato nel corso dei suoi sette anni di dominio nella corsa più importante del mondo. Ora un giudice federale di Washington ha dichiarato legittima la richiesta di processo intentata del Ministero della Giustizia nei confronti dell’ex campione, che rischia ora di dover pagare un risarcimento da record di ben 100 milioni di dollari, circa 94 milioni di euro.
Armstrong, una causa da 100 milioni di dollari
Lance Armstrong è stato accusato di frode ai danni dello Stato. La sua squadra era infatti sponsorizzata da un ente pubblico, la US Postal, il servizio postale americano. Il Ministero della Giustizia ha deciso di trascinare a processo l’ex campione, citando il danno d’immagine ricevuto dall’azienda statale dopo la confessione di Armstrong e la revoca delle sue vittorie, quantificando un risarcimento da 100 milioni di dollari. Il giudice Christopher Cooper ha legittimato la richiesta del Ministero e dunque il processo si farà. Dal canto suo Armstrong ha respinto le accuse, sostenendo che lo stato non ha ricevuto nessun danno, vista la straordinaria visibilità e i grandi benefici economici che l’azienda Us Postal ha ottenuto negli anni della sponsorizzazione.
La Us Postal fu il main sponsor della squadra americana dal 1996 al 2004, subentrando alla precedente sponsorizzazione Subaru - Montgomery, attiva fin dal 1990. In quegli anni la squadra vinse i primi sei Tour de France dell’era Armstrong, ma anche una Vuelta Espana con Roberto Heras. Dal 2005 la squadra continuò con il nuovo sponsor Discovery Channel, con cui Armstrong vinse il suo ultimo Tour de France, nella stessa stagione in cui Paolo Savoldelli regalò al team la maglia rosa del Giro d’Italia.