Michael Valgren ha conquistato la tappa di Andalo, la diciassettesima del Giro d'Italia, che ha regalato un'intensa ed appassionante battaglia tra i fuggitivi di giornata. Il corridore danese della EF ha resistito agli scalatori più forti nella parte più impegnativa del percorso, per poi assestare con perfetto tempismo il colpo del KO all'ultimo chilometro. Valgren ha così messo il sigillo sul suo ritorno ad alti livelli dopo anni di cadute ed infortuni, in cui era arrivato vicino all'addio al ciclismo, completando un'opera già iniziata in marzo con il successo in una tappa della Tirreno Adriatico.
🔻Tactically perfect. An attack under the Flamme Rouge, and Michael Valgren flew towards his first ever #GirodItalia win.
🔻Tatticamente perfetto. Un attacco sotto la Flamme Rouge, e Michael Valgren si invola verso la prima vittoria in carriera al #GirodItalia.
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— Giro d'Italia (@giroditalia) May 27, 2026Fuga con dentro anche Ciccone e Caruso
Aspettando le ultime montagne, il Giro d'Italia ha proposto una tappa di media difficoltà di 202 km tra Cassano d'Adda e Andalo. La corsa, particolarmente favorevole ad una fuga da lontano, è iniziata con la solita girandola di attacchi a cinquanta di media, da cui sono scaturiti diversi gruppetti che sono poi andati a ricomporsi con il passare dei km.
Il gruppo ha vissuto un momento di battaglia salendo al Passo dei Tre Termini, quando O'Connor ha provato a reinserirsi nella fuga, un'operazione non riuscita.
La corsa si è poi assestata con Remi Cavagna al comando da solo e un folto gruppo di una trentina di corridori al suo inseguimento, tra cui Caruso, Ciccone, Gualdi, Garofoli, Vlasov, Narvaez, Arrieta, Mas, Valgren. Il gruppo ha dato il via libera alla fuga, anche se Tudor e Jayco hanno dato una mano alla Visma per non far risalire troppo in classifica Damiano Caruso.
Rubio fa selezione in salita, ma Valgren assesta l'attacco perfetto
L'azione di Cavagna si è esaurita poco prima del traguardo volante di Roncone, dove Narvaez ha preso i punti necessari a strappare la maglia ciclamino a Magnier.
A 45 km dall'arrivo i fuggitivi si sono spezzati su un attacco di Einer Rubio, subito seguito da Caruso. Si è così formato un gruppetto di una decina di corridori, che è andato a giocarsi la tappa nel finale disegnato attorno ad Andalo con una doppia salita. Caruso è scattato per primo salendo ad Andalo Lever, ma poi è stato un indiavolato Rubio a fare selezione.
Pur essendo il meno scalatore dei battistrada, Michael Valgren è riuscito a seguire il colombiano, dimostrando di avere una grande condizione. Rubio ha provato a scrollarsi di dosso l'ingombrante avversario, ma senza riuscirci. Nel finale, il controllo tra i due ha favorito il rientro di Arrieta e poi anche di Caruso, Vlasov e Leknessund, rimescolando completamente le carte.
Valgren ha letto perfettamente la situazione, assestando il decisivo attacco da finisseur in vista dell'ultimo chilometro, ormai in falsopiano. Il danese ha così portato una vittoria pesante alla EF, protagonista fin qui di un Giro deludente, mentre Leknessund si è dovuto accontentare di un altro secondo posto, davanti a Caruso e Vlasov.
Il gruppo è arrivato con oltre cinque minuti di distacco. La fuga ha permesso a Caruso di entrare nei piani alti della classifica, inserendosi al nono posto. Vingegaard è ancora saldamente al comando con oltre 4 minuti su Gall e Arensman.