La quarta vittoria di tappa di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia 2026, sul traguardo di Carì, ha consolidato il suo dominio sulla corsa, riaprendo però un dibattito che accompagna ogni stagione dei Grandi Giri: quanto è vicino il danese al livello di Tadej Pogacar? Con il successo nella sedicesima tappa, Vingegaard ha ampliato il suo vantaggio in classifica generale a oltre quattro minuti, confermando che il Giro si è trasformato in una cavalcata vincente.

'Sulla strada per tornare ai massimi livelli'

Tuttavia, per Robbie McEwen, ex corridore e commentatore di TNT Sports, l’aspetto più interessante non è solo la conferma della superiorità di Vingegaard nella corsa rosa, ma il fatto che le sue prestazioni inizino a ricordare quelle del campione capace di battere Pogacar due volte al Tour de France.

«Credo che stiamo vedendo un Jonas probabilmente migliore rispetto a quello che ha sconfitto Tadej Pogacar vincendo due Tour consecutivi», ha dichiarato McEwen. «È sulla buona strada per tornare a quei livelli che lo resero protagonista assoluto».

Questa riflessione evidenzia il percorso di Vingegaard in questo Giro: quattro tappe vinte, Maglia Rosa saldamente sulle spalle, vantaggio consolidato in montagna e una corsa che ha trasformato in una sfida per le posizioni di rincalzo. Eppure, la misura del suo rendimento resta inevitabilmente il confronto con Pogacar.

'Essere accostati a Pogacar è un privilegio'

McEwen ha inoltre sottolineato il grande sforzo di recupero compiuto da Vingegaard dopo il grave incidente di aprile 2024 all’Itzulia, dove riportò uno pneumotorace, la frattura della clavicola e di diverse costole: «Riprendersi da un trauma simile non significa semplicemente tornare a correre; è un lungo e complesso percorso di ricostruzione fisica e mentale».

Il paragone con Pogacar, spesso visto come un peso, per McEwen rappresenta invece un riconoscimento di primaria importanza: «Essere accostati a Tadej Pogacar è un privilegio enorme. Nessun altro, tranne forse Mathieu van der Poel nelle corse di un giorno, viene paragonato a lui così spesso e in modo così diretto. Nel contesto dei Grandi Giri, quasi nessuno può essere messo sul suo stesso piano, ma Vingegaard sì».