Era stato presentato come il match dell'anno: il giovane Joshua era chiamato alla prova più dura, quella di confrontarsi con un campione del calibro di Wladimir Klitschko. L'ucraino, dal canto suo, voleva e doveva ancora dimostrare che nonostante i suoi 41 anni fosse in grado di competere ancora ai massimi livelli. L'evento si è svolto nello storico stadio di Wembley, che rappresenta da sempre un feudo britannico difficile da espugnare in qualsiasi contesto. Circa 90.000 le persone presenti, che sono state in grado di far sentire durante tutto l'arco del match una grande vicinanza al pugile di casa.

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Un match equilibrato

Chi voleva lo spettacolo, è stato senza dubbio accontentato: l'intero match, che è durato 11 riprese, è stato combattuto colpo su colpo ed è risultato di difficile interpretazione. Raramente infatti nel mondo dei pesi massimi si è soliti vedere avversari combattere con questa intensità e questo scambio aperto di colpi: entrambi gli atleti hanno rischiato di finire il match per KO ben prima dell'epilogo effettivo.

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I primi round vedono un Joshua più attivo, con Klitschko che prova a giocare di rimessa basandosi sulla sua esperienza: in queste fasi il match sembra pendere a favore dell'ucraino.

Quinta e sesta ripresa: il pugilato nella sua massima espressione

Nella quinta e nella sesta ripresa succede l'impensabile: con una partenza a razzo Joshua attera Klitschko, che sembra accusare il colpo e non in grado di reagire sulle prime battute.

Eppure il colosso di Semej, che di certo non è conosciuto per avere una "mandibola resistente" si piega ma non si spezza: riesce a legare e successivamente a colpire Joshua, che viene salvato solo dal suono della campana. Nella sesta ripresa un incredibile gancio destro di Klitschko sembra spegnere la luce in maniera definitiva al pugile britannico: eppure anche in tal caso Joshua riesce a terminare il round sulle proprie gambe, dopo essere finito al tappeto.

Arriviamo velocemente all'undicesimo round, dove Klitschko appare appena in vantaggio ai punti, con uno scarto minimo. Joshua però vuole fortemente confermarsi campione, e con una partenza a razzo manda l'olimpionico di Atlanta al tappeto per ben due volte, prima dell'intervento dell'arbitro che sancisce la fine del match per Ko tecnico.

Serata emozionante

Si conclude così una serata che è stata in grado di regalare agli appassionati di pugilato una notte indimenticabile.

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Non siamo certo ai livelli di Alì contro Foreman (se vi volete rinfrescare la memoria), ma in tempi recenti non si sono visti così tanti match così appassionanti ed incerti. Nelle interviste finali i pugili si sono complimentati a vicenda, lasciando aperta la porta ad un possibile rematch in futuro. Gli onori e le cinture (WBA, IBF, IBO) vanno dunque ad Anthony Joshua, con pieno merito.

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