Brilla la stella Tom Pidcock sul prestigioso e scenografico traguardo al Colle di Superga, finale dell'edizione della Milano - Torino che ha festeggiato i suoi 150 anni. La corsa si è aperta già sulla prima scalata a Superga, grazie ad un imprevisto attacco di Primoz Roglic. La RedBull non ha però concretizzato l'iniziativa del suo leader, favorendo di fatto un ricompattamento. Nel finale, prima la Movistar per Uijtdebroeks e quindi nuovamente Roglic hanno fatto selezione, ma a piazzare lo spunto decisivo è stato Tom Pidcock.

Roglic attacca sul primo passaggio da Superga

La Milano - Torino, la più antica classica del ciclismo, ha proposto un percorso già visto in diverse delle ultime edizioni, con tanta pianura nelle fasi iniziali e centrali e quindi la doppia scalata al Colle di Superga. Nella prima parte della corsa sono partiti in fuga Milesi, Ferron, Konrad, Pietrobon, Burgaudeau, Maire, un'azione che però non ha preoccupato il gruppo.

Sulla prima scalata a Superga, la RedBull di Primoz Roglic e Giulio Pellizzari ha impresso un ritmo importante andando a recuperare gli ultimi superstiti della fuga.

Mentre Pellizzari ha pedalato spesso nelle retrovie del gruppo, un po' a sorpresa è stato Roglic a rompere gli indugi nel finale della prima scalata, contravvenendo al suo classico ruolo di attendista. Dall'azione dello sloveno è scaturito un gruppetto in cui si sono inseriti anche Cepeda, Pidcock, Uijtdebroeks e successivamente anche i compagni Pellizzari e Boichis. Approfittando della superiorità numerica, la RedBull ha scelto per un assolo di Boichis in discesa. L'azione è stata però effimera, perché il gruppo si è rinfoltito ed ha raggiunto facilmente Boichis, vanificando il lavoro svolto in precedenza.

Affondo di Pidcock negli ultimi 600 metri

La Movistar ha allora preso la guida del gruppo nella prima metà della scalata finale di Superga per il suo capitano Uijtdebroeks, che poi ha provato ad attaccare ma senza riuscire ad imprimere un cambio di ritmo violento. L'azione ha comunque selezionato il gruppo, ridotto ai soli Roglic, Cepeda, Pidcock e Johannessen. Roglic ha poi imposto la sua azione molto agile, ma al momento decisivo si è fatto un po' sorprendere da un Tom Pidcock molto freddo e brillante. Il britannico è scattato deciso in vista della svolta a U degli ultimi 600 metri, un passaggio da cui è uscito molto lanciato e con qualche metro di vantaggio.

Pidcock è riuscito a dare continuità alla sua azione, andando a vincere la corsa, mentre Roglic nel finale si è avvicinato a Johannessen, senza però riuscire ad insidiare il secondo posto del norvegese. Quarto ha concluso Giulio Pellizzari, protagonista di una prova un po' strana, in cui è apparso a volte fuori dai giochi. Hanno concluso nella top ten anche Fortunato e Fancellu, ottavo e nono.