Si sono spente definitivamente a metà dell’Izoard le speranze di vedere Fabio Aru sul podio del Tour de France. Il campione sardo ha sofferto moltissimo anche oggi, perdendo le ruote di Froome e degli altri uomini di alta classifica. Il primo storico arrivo del Tour in vetta all’Izoard è stato firmato da Warren Barguil, che sigilla così una corsa da sogno. Froome, Uran e Bardet si sono equivalsi e annullati anche oggi, e Landa ha approfittato della crisi di Aru per scalzarlo dal quarto posto in classifica generale.

Tour de France, una fuga con 50 corridori

La tappa numero 18 del Tour de France era l’ultima sfida con le grandi montagne. Le storiche salite di Vars e Izoard erano l’occasione per muovere la classifica prima della crono di Marsiglia. La corsa è iniziata anche oggi con tanti scatti e tanti corridori intenzionati ad andare in fuga. Alla fine sono stati una cinquantina di corridori a raggrupparsi al comando, con la Sky a tirare il plotone a ritmo regolare.

Tra gli attaccanti si sono inseriti anche Ulissi, Colbrelli, Brambilla, Atapuma, Pauwels, De Gendt, Cummings, Stybar, Voeckler e Chavanel, ma anche i compagni di squadra di Aru, Lutsenko, Grivko e Kozhatayev.

Come succede quando le fughe sono troppo folte la situazione si è rimescolata spesso, con diversi corridori che hanno provato a rompere il gruppo all’attacco. La situazione si è delineata meglio sul Vars quando sono rimasti al comando Lutsenko, Atapuma, Sicard e Gallopin.

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Dietro al ritmo della Sky si è sostituito quello della AG2R di Bardet, l’unica squadra tra quelle degli uomini di classifica con la forza di organizzare qualcosa.

Aru ancora in difficoltà

Lutsenko è rimasto solo al comando sulla salita finale dell’Izoard, dando la netta impressione di correre più per il suo risultato di tappa che per essere d’aiuto al suo capitano Fabio Aru. Il kazako è stato poi rimontato e staccato dal più agile Atapuma che ha cercato di resistere al ritorno del gruppo.

La situazione però si è infiammata verso metà salita quando hanno cominciato a palesarsi le difficoltà di Fabio Aru ai primi accenni di bagarre portati da Daniel Martin. Ne ha approfittato Warren Barguil, partito con forza ed eleganza senza trovare l’opposizione degli uomini di alta classifica. Solo Contador ha provato a seguirlo, ma il fuoriclasse spagnolo ha dovuto arrendersi alla superiorità del giovane francese.

La Sky ha provato a variare strategia dopo aver spremuto Kwiatkowski e Nieve: Landa è partito da solo per provare a stanare Bardet e Uran, mentre l’azione e il distacco di Aru si sono fatti sempre più pesanti. Bardet ha dato il suo assalto ai 3 km dall’arrivo, ma ha offerto il fianco al rilancio di Froome, il primo vero attacco del britannico in questo Tour de France.

All’ingresso della Casse Deserte però Uran e Bardet sono riusciti a raggiungere la maglia gialla e Landa, e l’arrivo in parata degli Sky è stato così sventato.

Appena più avanti Barguil è andato a riprendere e staccare l’esausto Atapuma, andando a firmare il primo arrivo in cima all’Izoard nella storia del Tour e la sua seconda tappa. Il colombiano ha difeso il secondo posto da Bardet che ha preso un prezioso abbuono davanti a Froome e a Uran, arrivato leggermente sfilato.

Subito dietro Landa, che ha guadagnato una cinquantina di secondi su Aru, scalzandolo così dal quarto posto in classifica. Froome resta in maglia gialla, con Bardet a 23’’ e Uran a 29’’, una classifica ancora ristretta ma con il britannico che ha ormai il successo in tasca grazie anche alla crono di Marsiglia.

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