Uno spettacolare Giro di Lombardia ha fatto calare il sipario sulla stagione del grande Ciclismo. Thibaut Pinot ha firmato la sua prima classica monumento dopo una corsa condotta da dominatore, con forza e lucidità, ma che ha ritrovato in Vincenzo Nibali un interprete straordinario. La corsa ha vissuto il suo momento decisivo sul Muro di Sormano, dove Valverde è andato in difficoltà e sono partiti all’attacco Nibali e Pinot rispondendo alla mossa di Roglic.

Il campione siciliano non ha poi tenuto il passo di Pinot sulla salita di Civiglio, ma ha difeso con determinazione un secondo posto che vale come una vittoria.

Lombardia, corsa velocissima

Il Giro di Lombardia è partito da Bergamo in una giornata più primaverile che autunnale e con un ritmo subito molto sostenuto.

Dopo diversi tentativi di attacco sono riusciti ad evadere in otto: Davide Ballerini (Androni Sidermec), Umberto Orsini e Alessandro Tonelli (Bardiani CSF), Florian Sénéchal (Quick Step Floors), Franck Bonnamour (Fortuneo Samsic), Jonathan Restrepo (Katusha Alpecin), Michael Storer (Sunweb) e Marco Marcato (UAE Team Emirates). La corsa si è assestata nelle fasi centrali, con la Groupama di Pinot e la Movistar di Valverde a guidare il gruppo, fino alla salita classica del Ghisallo dove la fuga si è selezionata.

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Ciclismo

In testa è transitato Orsini, ma con il plotone ormai ad un paio di minuti.

Prima dell’imbocco del temuto Muro di Sormano, a più di 50 km dall’arrivo, i battistrada sono stati raggiunti dal forcing della Lotto NL Jumbo, che ha preparato il terreno a Primoz Roglic. Lo sloveno è partito con grande audacia fin dal primo metro del Muro, contribuendo a provocare una selezione molto più netta rispetto a quanto accaduto nelle scorse edizioni.

Ne ha fatto le spese Romain Bardet (AG2R), rimasto subito attardato, ma anche Alejandro Valverde (Movistar) ha faticato scivolando nelle ultime posizioni del gruppo, ridotto ad una ventina di corridori.

Pinot e Nibali, che spettacolo!

L’invito alla battaglia lanciato coraggiosamente da Roglic è stato raccolto da Vincenzo Nibali (Team Bahrain Merida) che prima ha fatto lavorare i compagni e poi è partito all’attacco sulle terribili pendenze del Muro.

Thibaut Pinot (Groupama) l’ha seguito immediatamente e i due sono andati in breve a raggiungere e superare Roglic, con il gruppo che si è frantumato e Valverde in chiara difficoltà. Nibali e Pinot hanno scollinato insieme il Muro di Sormano, buttandosi nella difficile discesa verso Como dove Roglic è riuscito a rientrare, così come Egan Bernal (Team Sky), autore di un numero magistrale nella picchiata.

I quattro hanno raggiunto un buon accordo, mentre dietro un gruppetto di una quindicina di corridori con anche l’isolato Valverde, Uran (Education First), Teuns (BMC), Majka (Bora) e Daniel Martin (UAE) ha faticato a collaborare, trovando infine il lavoro di Daniel Martinez (Education First) per non far lievitare il distacco oltre i 40 secondi.

La salita di Civiglio ha subito eliminato Roglic, ormai esausto, e messo alle corde Bernal, che ha provato a salvarsi ma ha dovuto alla fine arrendersi. La sfida è diventata così un duello tra Nibali e Pinot, con il francese a condurre il gioco. Il capitano della Groupama ha provato un paio di volte a staccare il rivale che ha risposto, ma ormai in vista dello scollinamento Nibali ha avuto un cedimento improvviso e netto. Pinot ha colto l’occasione e se ne è andato con grande decisione, mostrando qualche sbavatura tecnica ma molta lucidità anche nella successiva discesa.

Per il francese il finale è stato una vera passerella trionfale, con il successo già in tasca sull’ultima salitella di Olimpino, dove Nibali ha faticato e si è visto rimontare dal gruppetto inseguitore senza ormai più uno spento Valverde. Con uno spunto di straordinario temperamento però il capitano del Team Bahrain ha rilanciato proprio allo scollinamento difendendo così il suo secondo posto, un risultato che vale come una vittoria visto il grave incidente occorsogli al Tour de France. Pinot ha chiuso da trionfatore, cogliendo la sua prima grande classica nella sua corsa preferita, dopo una prova impeccabile. Teuns ha completato il podio battendo in volata Uran e Wellens. Niente da fare invece per Moscon, appiedato da una foratura nella discesa dal Muro di Sormano.

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