Il 2019 sarà un anno chiave per Fabio Aru. Dopo una stagione da incubo il corridore sardo sta cercando faticosamente di risollevarsi e tornare ai vertici delle corse a tappe. Le prime uscite stagionali non sono state particolarmente incoraggianti, visto che la sua Parigi Nizza si è conclusa con un ritiro dopo un paio di tappe in cui era arrivato tra gli ultimi. Giuseppe Saronni ha parlato a lungo del suo corridore, rivelando come la situazione non sia così semplice nonostante l’impegno e il supporto offerto dalla squadra.

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Saronni: ‘Speriamo in una ripresa’

Il passaggio alla UAE Emirates con un ricchissimo contratto triennale sembrava l’inizio della fase più importante e fortunata della carriera di Fabio Aru, sostenuto da una squadra con potenzialità economiche enormi negli anni della piena maturità. Il 2018 dello scalatore sardo era così iniziato con aspettative altissime, ma si è risolto poi con una serie di contro prestazioni che lo hanno fatto sprofondare in un tunnel da cui non è semplice uscire.

Giuseppe Saronni, fino a poco tempo fa Team manager della UAE Emirates ed ancora impegnato nella squadra mediorientale, ha spiegato che il problema principale che ha portato Aru a questa crisi profonda è stato l’eccessivo carico di pressioni e la voglia di strafare. “Fabio sta facendo un buon lavoro e speriamo ci sia una ripresa. Il cambio di squadra e la voglia di dimostrare qualcosa lo hanno portato a mettere talmente tanto impegno più del dovuto che alla fine un meccanismo si è rotto” ha analizzato l’ex Campione del Mondo. “Invece che fargli bene tutta questa pressione gli è tornata contro” ha aggiunto Saronni.

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‘Perderlo per strada sarebbe un peccato’

Per risollevare Aru da questa crisi e per superare un 2018 negativo per tutto il team, la UAE Emirates ha operato molti cambiamenti durante la pausa invernale, rinnovando lo staff tecnico e medico e rivedendo alcuni ruoli. Gli obiettivi principali dello scalatore sardo arriveranno nella stagione dei grandi giri, ma già nelle prime apparizioni un corridore nella sua situazione avrebbe avuto bisogno di qualche risultato incoraggiante.

L’avvio non è stato invece dei migliori, tutt’altro, come dimostra il ritiro alla Parigi Nizza dopo essere arrivato tra gli ultimi nelle due tappe iniziali. Con grande franchezza Saronni ha parlato di un Aru che è chiamato a dare un svolta, ma ammettendo anche il rischio di non ritrovare più quel corridore che aveva vinto la Vuelta nel 2015 ed era salito due volte sul podio del Giro d’Italia. “Per un anno lo posso capire, ma sbagliare due stagioni non va bene, nel mondo del professionismo non è concesso a nessuno.

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Spero che torni quello di un tempo. Attualmente non abbiamo tanti corridori italiani a grandissimi livelli e perdere per strada un atleta con queste potenzialità sarebbe un peccato” ha concluso Saronni.

Aru tornerà a correre alla Volta Catalunya, al via lunedì 25 marzo.

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