Julian Alaphilippe ha superato indenne anche la prima delle tre tappe alpine che, da qui a sabato, porteranno il Tour de France ai verdetti finali. La frazione di Valloire con il gigante Galibier da scalare nel finale è andata al redivivo Nairo Quintana che si è inserito in una fuga da lontano ed ha poi staccato tutti i compagni d’avventura.

La maglia gialla è stata attaccata da Bernal sul Galibier, ma dopo aver sofferto ha recuperato terreno nella discesa finale dopo ha ripreso tutti gli altri uomini di classifica ad eccezione del colombiano che ha guadagnato una trentina di secondi.

Tour de France, anche Quintana e Bardet all’attacco

Il trittico alpino che dovrà decidere le sorti del Tour de France è iniziato oggi con la tappa numero 18 da Embrun a Valloire, 208 km scalando vette mitiche come Vars, Izoard e Galibier. La corsa è iniziata a tutta velocità con una serie di attacchi che dopo qualche decina di chilometri hanno portato al formarsi di una fuga di ben 34 corridori.

Tra questi anche alcuni dei grandi delusi di questo Tour come Nairo Quintana, Adam Yates e Romain Bardet, oltre a Caruso, Bettiol, Amador, Lutsenko, Van Avermaet, Wellens e Benoot.

La Movistar è sembrata preparare un attacco frontale di Mikel Landa tirando a gran ritmo sull’Izoard e riducendo notevolmente il distacco dalla fuga di Quintana. Lo scatto dello scalatore basco non è però arrivato e la strategia della squadra spagnola è sembrata sempre più contraddittoria.

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Accelera Bernal, ma ad inseguirlo è Thomas

La fuga ha iniziato a spezzarsi sull’Izoard, finchè nella prima parte del Galibier sono rimasti al comando Caruso, Bardet, Quintana, Woods, Kamna e Lutsenko. A sette chilometri dalla vetta poi Nairo Quintana è partito deciso con tutto un altro passo rispetto al corridore sempre in affanno visto sui Pirenei. Anche Bardet ha dovuto arrendersi alla forza del ritrovato colombiano della Movistar, che ha lasciato Landa ancora una volta in posizione di attesa.

Il gruppo ha infatti impostato un ritmo più moderato dopo la sfuriata della squadra spagnola sull’Izoard, e il distacco è risalito intorno ai sei minuti dando a Quintana l’occasione per riaffacciarsi clamorosamente nei piani alti della classifica generale.

La Ineos ha guidato il gruppo sul Galibier ma senza riuscire ad imporre un passo molto sostenuto avendo il solo Van Baarle a disposizione di Bernal e Thomas.

La situazione di calma ha giocato a favore di Alaphilippe, finchè a 3 km dalla vetta finalmente Egan Bernal ha deciso di accelerare andando via da solo. L’azione del giovane colombiano è diventata sempre più incisiva e il suo vantaggio ha raggiunto i 40’’, ma incredibilmente è stato il suo compagno Geraint Thomas a piazzare una progressione che ha di fatto lanciato l’inseguimento.

Dopo aver sfruttato il lavoro di Mas, Alaphilippe ha sofferto tantissimo l’ultima parte del Galibier staccandosi dal gruppetto di Thomas, Pinot, Uran, Landa e Kruijswijk.

La maglia gialla ha però approfittato dei 20 km di discesa finale verso Valloire per far vedere tutte le sue doti di guida, rientrare velocemente su Thomas e compagnia e superare così un altro giorno con il sogno di vincere il Tour ancora intatto.

Quintana è andato a vincere la tappa a Valloire, con Bardet ben lontano al secondo posto ma con la parziale soddisfazione della maglia a pois. Bernal ha chiuso a 4’46’’, mantenendo 32’’ sul gruppetto della maglia gialla, un distacco che gli ha consentito di salire al secondo posto in classifica.

Alaphilippe guida ora con 1’30’’ sul colombiano e 1’35’’ su Thomas, con Kruijswijk, Pinot e Buchmann a seguire. Quintana è risalito al settimo posto, scavalcando Landa e riproponendo le incertezze e i dubbi sulla corsa poco chiara condotta dalla Movistar, così come un chiarimento ci dovrà essere anche in casa Ineos dopo quanto accaduto oggi nel finale del Galibier.

Domani ancora montagne, con la scalata all’Iseran e l’arrivo in salita di Tignes.

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