L’incidente del Giro del Delfinato che ha impedito a Chris Froome di essere al via del Tour de France è uno degli episodi chiave di questa stagione di Ciclismo. Il campione del Team Ineos sarebbe andato a caccia della quinta maglia gialla da record ma è stato messo fuori gioco da un terribile incidente avvenuto mentre effettuava la ricognizione sul percorso della cronometro del Giro del Delfinato.

Da allora Froome ha fatto importanti progressi sulla via del recupero e c’è un certo ottimismo sul suo ritorno ad alti livelli nella prossima stagione. Il quattro volte vincitore del Tour non ha rilasciato nessuna intervista dopo l'infortunio, ma ha parlato per la prima volta di quella giornata in un video diffuso dalla sua squadra.

Froome: ‘Ricordo la prima parte della ricognizione’

Il 12 giugno Chris Froome ha visto finire in maniera drammatica il suo percorso di avvicinamento al Tour e la sua stagione, rischiando anche di compromettere definitivamente la carriera.

Il vincitore del Giro 2018 stava provando il percorso della cronometro del Delfinato sul quale avrebbe gareggiato dopo alcune ore. In quella ricognizione è avvenuto l’incidente in cui è rimasto seriamente ferito, con fratture al femore, alle costole, al gomito e alle vertebre.

Froome ha raccontato di non avere ricordi del momento della caduta, ma di aver ricostruito quanto avvenuto con l’aiuto di chi lo stava seguendo dall’ammiraglia, il preparatore Tim Kerrison, il meccanico Gary Blem e il Ds Servais Knaven. “Ricordo la prima parte della ricognizione, ma del punto in cui è avvenuto l’incidente non ho ricordi.

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“Era un pezzo di strada perfettamente dritto e in leggera discesa, quindi stavo andando ad una bella velocità. Mi sono soffiato il naso mentre stavo superando alcuni edifici. Una raffica di vento è passata in mezzo a questi edifici ed ha preso la mia ruota anteriore. Ho provato a tenere su la bici ma ho finito per girare fuori dalla strada finendo contro un muro a velocità sostenuta. Penso che sia stato davvero uno strano incidente” ha raccontato Froome.

‘Obiettivo Tour 2020’

Il quattro volte vincitore del Tour de France ha invece ancora in mente i momenti successivi alla caduta, quando è stato raggiunto dalle persone dello staff che erano in ammiraglia. “Ricordo di aver interagito con loro. Penso che la mia prima domanda sia stata: posso alzarmi, posso tornare in bici, sto bene? Mi hanno detto che dovevo rimanere immobile e che non avrei continuato la corsa” ha raccontato Froome, che si è subito preoccupato del Tour.

“Una delle prime domande che ho fatto è se sarei stato a posto per il Tour de France. Ovviamente non mi hanno dato una prognosi, ma mi hanno detto che la gamba sembrava rotta, che anche il braccio non aveva un bell’aspetto e quindi no, non sarei stato in bici al Tour” ha ricordato ancora il campione della Ineos.

Da quel drammatico 12 giugno Chris Froome ha però bruciato le tappe sulla lunga via del recupero ed anche se la strada per tornare in gruppo resta impegnativa regna un fondato ottimismo sul suo ritorno.

“L’unico obiettivo che mi sono prefissato è di arrivare al Tour de France 2020. Settimana dopo settimana posso prefiggermi dei piccoli obiettivi, quello finale è di essere al Tour del prossimo anno in condizioni uguali o migliore rispetto a quest’anno” ha dichiarato il capitano della Ineos, che è stato rassicurato dai medici sulle possibilità di tornare al 100% e sul percorso di recupero che sta procedendo meglio del previsto. “Sono in anticipo su tutte le previsioni fatte inizialmente su quanto tempo ci sarebbe voluto per arrivare a questo punto. Faccio 3-4 ore di fisioterapia ogni mattina, una pausa all’ora di pranzo e poi altre due ore di esercizi. Le mie giornate sono piene” ha raccontato Froome.

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