Il fenomeno Mathieu Van der Poel ha ricominciato la sua stagione nel Ciclismo su strada proprio come l’aveva interrotta quattro mesi fa all’Amstel Gold Race, con una vittoria. Il campione olandese aveva fatto la sua ultima apparizione proprio nella classica di casa mandando in delirio i suoi tifosi con un successo spettacolare ed emozionante. Dopo quella entusiasmante gara Van der Poel ha lasciato da parte la bici da strada per prendere la mountain bike e vincere una gara dietro l’altra anche in questa disciplina.

Ieri il corridore della Corendon è tornato alla strada nella prima tappa dell’Arctic Race of Norway, iniziando il suo percorso di avvicinamento ai Mondiali in Yorkshire con una vittoria.

Van der Poel: ‘Avevo dei dubbi sulla distanza’

È stato un rientro col botto quello di Mathieu Van der Poel, impegnato all’Arctic Race of Norway dopo quattro mesi di mountain bike. Nella prima tappa della corsa norvegese il formidabile corridore olandese ha vinto nettamente lo sprint finale, con il gruppo ridotto ad una trentina di corridori.

Cummings ha tentato l’assolo nei chilometri conclusivi, ma è stato raggiunto nelle ultime centinaia di metri e Van der Poel ha lanciato la sua volata lunga togliendosi gli avversari dalla scia e trionfando largamente su Van Poppel e Pasqualon.

Il campione olandese è sembrato non patire assolutamente i quattro mesi senza ciclismo su strada, ritrovando subito la brillantezza della scorsa primavera quando aveva strabiliato tutti nella campagna di classiche del nord.

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“Sapevo di avere una forma abbastanza buona, altrimenti non vinci una gara di Coppa del Mondo” ha dichiarato Van der Poel al termine della tappa riferendosi alla prova di mountain bike vinta a Lenzerheide nei giorni scorsi. “Ma ero un po’ sorpreso delle sensazioni che avevo. Avevo fatto bene in mountain bike, ma era difficile dire se potevo fare altrettanto in una gara lunga. C’erano dei dubbi sul fatto che avrei potuto gestire bene questa lunga distanza, ma mi sono sentito bene” ha aggiunto il corridore della Corendon.

‘Bisogna osare’

Come suo solito Van der Poel non ha atteso le mosse degli avversari nel finale ma ha lanciato la sua volata molto presto, uno sprint lunghissimo e senza flessioni che ha stroncato i rivali. Questa strategia particolare è dettata dall'istinto e dalla personalità del campione olandese ma anche dalla sua capacità eccezionale di gestire questi sforzi intensissimi. Il vincitore dell’Amstel ha spiegato che secondo lui gli altri sprinter sbagliano nell'iniziare il proprio sforzo negli ultimi 200 o addirittura 150 metri.

“Il problema della maggior parte dei velocisti è che aspettano sempre troppo. Lo dico spesso quando guardo le gare in televisione” ha analizzato. “E poi restano sorpresi che qualcuno li anticipa. Anche qui è successo così. Bisogna osare e iniziare la volata prima. Se aspetti fino agli ultimi 150 metri è difficile vincere. Non so perché i velocisti aspettano così tanto, io so perfettamente quando posso lanciare il mio sprint ed è sempre meglio partire per primo piuttosto che attendere gli altri” ha concluso Van der Poel.

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