Si addensano nuove e minacciose nubi sul passato del Team Sky e sulla sua politica ambigua in materia di aiuti al limite e forse oltre le regole antidoping. Il dottor Richard Freeman, ex medico della squadra e della Federazione ciclistica britannica dal 2010 al 2015, è al centro di un’inchiesta per un controverso episodio risalente al 2011. Il medico è stato accusato di aver ordinato 30 confezioni di testosterone, che furono recapitate al velodromo di Manchester, allora sede della Sky e della Federazione. Freeman ha ammesso di aver fornito una versione menzognera su questo episodio, ma neanche quella che ha riferito adesso sembra del tutto convincente.

Freeman ammette le bugie

L’episodio controverso risale al 2011, quando il Team Sky era alla sua seconda stagione nel ciclismo professionistico. Alla sede della squadra, allora al velodromo di Manchester, fu consegnato un pacco contenente 30 confezioni di testosterone, il cui utilizzo è vietato dalle regole antidoping.

Il dottor Richard Freeman è stato chiamato a giustificare quella fornitura davanti all’ordine dei medici britannici.

Nella prima deposizione del febbraio 2017 l’ex medico della Sky ha sostenuto che quel pacco era stato recapitato per un errore e che nessuno della squadra lo aveva ordinato. Questa versione non aveva convinto l’ordine dei medici e Freeman ha ora ammesso di aver mentito e di essere stato lui ad ordinare quelle confezioni di testosterone. L’avvocato del medico, Mary O’Rourke, ha confermato che Freeman ha firmato una dichiarazione in cui ammette di aver ordinato quei prodotti, ma che questi non erano destinati ai corridori del Team Sky bensì ad un membro dello staff, il tecnico Shane Sutton.

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Il possibile intervento dell’Agenzia Antidoping Britannica

Anche questa nuova ricostruzione della vicenda non ha del tutto convinto l’ordine dei medici britannici, che potrebbe chiedere la radiazione del dottor Freeman. Sutton ha infatti smentito che il testosterone fosse destinato a lui, e anche una perizia di un esperto ha confermato che il tecnico non aveva nessun problema di salute o motivo medico per fare ricorso a questo prodotto.

Secondo l’accusa i farmaci dopanti sarebbero stati invece destinati ad un corridore.

Il caso potrebbe avere un capitolo ulteriore oltre a quello relativo all'inchiesta dell’ordine dei medici per la radiazione di Freeman dall'esercizio della sua attività. L’Agenzia Antidoping Britannica potrebbe anch'essa riaprire un’indagine grazie all'allungamento del periodo di tempo in cui le violazioni antidoping possono essere punite.

Nel giugno 2011, quando Freeman ordinò il testosterone, questo periodo si esauriva in otto anni e quindi i termini per applicare una sanzione sarebbero appena scaduti. Nel 2015 la WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping, ha però esteso questo periodo a dieci anni. L’Agenzia Britannica ha ricevuto le garanzie che in questo caso si può applicare il periodo di dieci anni che darà tempo fino al giugno del 2021 per emettere una eventuale squalifica.

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