Anche Mario Cipollini domenica scorsa ha creduto davvero nella possibilità di rivedere un corridore azzurro in maglia iridata. La corsa dei professionisti dei Mondiali di Ciclismo in Yorkshire ha fatto sognare i tifosi italiani fino all’amaro risveglio finale. Matteo Trentin è sembrato lanciato verso il successo finale dopo il crollo improvviso di Mathieu Van der Poel, il grande favorito della corsa con cui era andato all’attacco.

Nel finale però l’azzurro non è riuscito a sprintare con forza e si è visto superare da un avversario alla sua portata, il danese Mads Pedersen, che si è preso a sorpresa il titolo mondiale.

Cipollini: ‘Tutti gli azzurri e Cassani sono stati eccezionali’

Sempre attento al mondo del ciclismo con giudizi mai banali, scontati o politicamente corretti, Mario Cipollini ha seguito con interesse speciale la corsa dei professionisti ai Mondiali di ciclismo.

L’iridato di Zolder 2002 ha applaudito alla prova degli azzurri ben guidati dal Commissario Tecnico Davide Cassani. Cipollini si è detto molto colpito dal lavoro del tecnico romagnolo e dalla sua capacità di creare un gruppo unito alle spalle del capitano Matteo Trentin, di cui ha elogiato la prestazione.

“Eccezionale lui e tutti i ragazzi azzurri” ha dichiarato l’ex velocista toscano. “Cassani ha avuto la forza e l’intelligenza di allestire una squadra che è stata davvero squadra, come nelle migliori tradizioni della nostra scuola” ha aggiunto Cipollini.

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‘Una realtà che logora’

L’ex Campione del Mondo ha però isolato un momento in cui secondo lui è cambiata la corsa di Trentin, il suo ruolo e le pressioni a cui reagire. Il capitano azzurro ha risposto all’attacco di Mathieu Van der Poel, uscito dal gruppo a poco più di trenta chilometri dal traguardo formando poi un quintetto comprendente anche Gianni Moscon, Mads Pedersen e Stefan Kung. All’inizio dell’ultimo giro però Van der Poel si è improvvisamente fatto da parte, staccato irrimediabilmente per una crisi nera che lo ha costretto a riporre nel cassetto i suoi sogni iridati.

In questa nuova situazione Trentin è diventato il chiaro favorito della corsa, grazie alla presenza di un compagno di squadra e al cospetto di due avversari imprevisti e decisamente abbordabili.

Secondo Cipollini è stata questa nuova ed improvvisa dimensione di favorito a determinare le difficoltà del capitano azzurro nel finale, una sorta di paura di vincere. “Di colpo è entrato in una realtà che lo ha logorato.

La consapevolezza di essere super favorito lo ha quasi bloccato. Nella volata finale sembrava quasi in trance, poco cattivo, e dopo il traguardo nemmeno un cenno di disappunto”, ha analizzato Cipollini annotando come Trentin non si sia mai trovato nella sua carriera a gestire queste pressioni.

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