Tra i tanti corridori lanciati dal Ciclismo colombiano nell'ultimo decennio c’è stata anche una splendida meteora che ha brillato solo per un paio di stagioni. Tra il 2013 e il 2014 Julian Arredondo, scalatore classe ’88, ha raggiunto livelli altissimi, vincendo una tappa e la classifica di miglior scalatore al Giro d’Italia per poi sparire misteriosamente nelle retrovie del gruppo fino ad una precoce uscita di scena. Il colombiano ha fatto le sue ultime apparizioni tre anni fa per poi tornare in patria e girovagare tra diversi medici senza trovare una soluzione ai problemi fisici alla base del suo veloce declino.

Julian Arredondo: ‘I medici non sono stati in grado di trovare il problema’

Julian Arredondo arrivò in Italia giovanissimo tra le tante promesse della ricca nidiata di talenti del ciclismo colombiano. Dopo aver gareggiato tra gli under 23 riuscì a passare professionista con la Nippo nel 2012, mettendosi già in evidenza in alcune gare. Ma fu nella stagione successiva che Arredondo esplose pienamente vincendo il Tour de Langkawi e segnalandosi come uno dei più talentuosi scalatori della nuova generazione. Quelle prestazioni attirarono l’interesse di un team World Tour, la Trek, che lo ingaggiò per il 2014, la sua stagione d’oro. Arredondo non patì il salto di categoria, e anzi fu splendido protagonista del Giro d’Italia vincendo la tappa con arrivo in salita a Panarotta e la classifica di miglior scalatore grazie anche ai numerosi tentativi di fuga.

Il colombiano vinse anche due tappe al Tour San Luis e fu quinto alla Tirreno Adriatico, facendo immaginare una lunga carriera ai vertici. Invece dopo quella splendida stagione di lui si persero le tracce.

Arredondo corse ancora due anni nella Trek in maniera sempre più anonima e con sempre più ritiri e periodi di assenza, dovuti a problemi fisici non semplici da identificare.

Dopo un breve ritorno alla Nippo, il corridore colombiano ha lasciato il ciclismo nella primavera del 2017, cercando invano una risposta alle sue difficoltà. “In Europa e negli Stati Uniti i medici non sono stati in grado di trovare il problema” ha raccontato l’ormai ex corridore in un’intervista concessa alla Federazione ciclistica della Colombia.

‘Sembra che io abbia la sindrome del piriforme’

Dopo anni di esami e consulti finalmente Julian Arredondo ha cominciato a capire qualcosa in più sulla natura delle sue difficoltà. “Nel Giro d’Italia 2014 avevo già sentito che la mia gamba non funzionava in modo ottimale. Ho dovuto cercare una spiegazione per molto tempo, ora sembra che io abbia la sindrome del piriforme” ha dichiarato il 32enne colombiano. Questo problema, spesso difficile da diagnosticare, è dovuto alla compressione del nervo sciatico da parte del muscolo piriforme.

“Questo significa che le mie gambe sono come paralizzate durante lo sforzo fisico. Ho provato a tornare a correre, ma ad un certo punto ho dovuto prendere la decisione di smettere” ha raccontato Arredondo, che nonostante questa conclusione precoce e traumatica della carriera vuole tornare nel mondo del ciclismo in una nuova veste.

“Voglio aprire una scuola di ciclismo per ragazzi dai quindici ai vent'anni. Ci sono molti allenatori, ma io so com'è correre ai massimi livelli” ha promesso l’ex corridore.

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