Al Tour de France di tre anni fa Fabio Aru ha vissuto le ultime giornate davvero felici della sua tormentata carriera. In maglia di Campione d’Italia lo scalatore sardo, allora alla Astana, staccò tutti a Planche des Belles Filles, il primo arrivo in salita della corsa, vestì la maglia gialla e concluse al quinto posto nella classifica generale. Sembrava il lancio definitivo ai vertici delle corse a tappe, invece da allora di Aru si sono pressoché perse le tracce nelle parti alte degli ordini d’arrivo. La rottura con la Astana e il passaggio alla UAE con un contratto principesco, poi le prime delusioni, i ritiri, i problemi di salute, un intervento all’arteria iliaca: la carriera di Aru è diventata un percorso a ostacoli che non è ancora arrivato alla soluzione.

Fabio Aru: ‘Quella giornataccia al Lombardia’

Per questa stagione lo scalatore della UAE aveva deciso di puntare al Tour de France, ma una serie di prestazioni poco convincenti nel percorso di avvicinamento alla corsa sembrava aver messo in dubbio la sua presenza. Alla fine Aru ha convinto la squadra a convocarlo, ma nelle parole del corridore è emerso chiaramente quanto sia stato difficile quest’ultimo periodo che doveva fare da preludio al suo rilancio e invece sembra poterlo affossare ancora di più.

Nelle dichiarazioni della vigilia il corridore della UAE è apparso piuttosto dimesso e ha messo le mani avanti a proposito dei risultati che potrà ottenere. “Non sono ancora al 100% e non ho grandissimi obiettivi in questo momento”, ha annunciato Aru presentandosi a quello che doveva essere l’appuntamento clou della sua stagione e il momento chiave della sua rinascita.

Il vincitore della Vuelta Espana 2015 ha parlato del suo avvicinamento al Tour, individuando nel Lombardia il punto che lo ha messo in difficoltà. “Sono partito bene, poi ho avuto una giornataccia al Lombardia e nelle ultime settimane sono stato in altura per una decina di giorni”, ha commentato Aru.

Al Tour de France per Pogacar

Con queste premesse Fabio Aru ha chiarito che la sua presenza a questo Tour de France è da vedere in un nuovo ruolo di uomo squadra, un punto d’appoggio per Tadej Pogacar. Il ventunenne sloveno è al debutto sulle strade del Tour, ma è atteso tra i grandi protagonisti dopo lo scintillante esordio alla Vuelta Espana dello scorso anno quando vinse tre tappe di montagna e salì sul terzo gradino del podio nella classifica finale.

“Pogacar è giovane ma è già molto forte”, ha commentato Aru confermando che in questo Tour sarà un gregario del corridore sloveno. “Noi abbiamo l’esperienza e possiamo dargli qualche consiglio valido e anche l’aiuto giusto. Mi metterò a disposizione del capitano, come ho sempre fatto”, ha concluso Fabio Aru.

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