Il Giro d'Italia prende il via sabato 3 ottobre. Il direttore della corsa Mauro Vegni si racconta in un'intervista al sito specializzato tuttobiciweb.it non nascondendo che ci sono difficoltà importanti a organizzare un evento così imponente in tempi di Covid. 'Ma siamo pronti', afferma.

Si tratta di un Giro d'Italia che, oltre alla problematica sanitaria, si porta dietro anche un'altra situazione difficile legata al fatto che si corre in autunno con temperature basse e possibilità di trovare molto freddo e neve in quota. 'Valuteremo giorno per giorno', fa sapere il direttore della corsa rosa.

Giro d'Italia, Vegni: 'Non nascondo che ci stiamo avvicinando con tante difficoltà'

L'analisi che fa Vegni è all'insegna del realismo: 'Non nascondo - dice - che ci stiamo avvicinando a questo Giro d'Italia con tante difficoltà per via della situazione sanitaria che prende molte energie. Siamo impegnati a fare test e controlli per garantire la sicurezza a tutti gli atleti e al personale impegnato a vario titolo nella corsa'.

Vegni spiega anche che quest'anno si dovrà rinunciare al pubblico alla partenza e all'arrivo, le persone saranno sulle strade ovviamente con l'auspicio che facciano come a Imola, seguendo la corsa con la mascherina e rispettando il distanziamento. Tutta l'organizzazione del Giro, dichiara, ha fatto dei tamponi venerdì scorso e saranno rifatti a Palermo alla partenza, ci saranno altri tamponi nei giorni di riposo.

Vegni: 'Dal Giro d'Italia non verrà mandato a casa nessuno'

Vegni afferma che non verrà mandata a casa una squadra nella quale verranno trovati due soggetti positivi come avvenuto al recente Tour de France: 'Noi non mandiamo a casa nessuno'. E fa l'esempio che se un autista o un massaggiatore verranno trovati positivi verranno isolati.

Per il direttore due persone non sono una quantità sufficiente per rovinare il lavoro di una squadra e mandare a casa tutti, tenendo conto degli investimenti che si fanno per correre una grande corsa a tappe.

Vegni tratta anche un tema molto delicato. Questo Giro d'Italia che la pandemia ha fatto spostare dalla consueta collocazione primaverile all'autunno inoltrato a ottobre, pone il problema meteo soprattutto nell'ultima settimana in cui si affronteranno le tappe di montagna.

Vegni evidenzia che la pioggia di per sé non sarà un problema perché da sola non crea disagi, ma una pioggia con una temperatura di 11 gradi sarebbe un problema. 'Più che pioggia o neve, sottolinea, ci preoccupa la temperatura. Faremo valutazioni sul meteo direttamente sul posto valutando giorno per giorno', conclude.

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