Tra le tante emozioni che ha regalato la stagione 2020 del grande Ciclismo non sono mancati alcuni spunti polemici sulla condotta di gara di alcune squadre. Al Giro d'Italia ha fatto molto discutere l'atteggiamento della Sunweb nell'ultima settimana di corsa. La squadra tedesca si è trovata con due uomini a lottare per il podio e il successo finale, il leader designato Wilco Kelderman e il sorprendente scalatore australiano Jai Hindley. Nonostante la miglior posizione in classifica occupata da Kelderman, la Sunweb ha deciso di non dare piena fiducia al corridore olandese e di non sacrificare in suo supporto Hindley, una scelta che alla fine non ha portato alla vittoria finale, andata a Tao Geoghegan Hart.

Wilco Kelderman: 'Nell’ultima settimana ho iniziato a pensare alla maglia rosa'

Il Giro d'Italia ha regalato sorprese e protagonisti inattesi in questa strana edizione 2020 tenuta nel mese di ottobre a causa dell'emergenza sanitaria. Invece dei campioni attesi alla vigilia, Nibali e Thomas su tutti, nella parte decisiva della corsa sono emersi tre corridori a giocarsi il successo finale: il britannico della Ineos Tao Geoghegan Hart e la coppia della Sunweb composta dall'australiano Jai Hindley e dall'olandese Wilco Kelderman.

Alla tappa più attesa, quella con lo Stelvio, è arrivato in maglia rosa il portoghese Almeida, ma in una posizione ormai traballante. Wilco Kelderman ha vissuto in quella giornata un'altalena di emozioni, dal sogno della maglia rosa al "tradimento" della squadra, ed ora ha raccontato tutto in un'intervista rilasciata in Olanda.

Il corridore della Sunweb era secondo in classifica al via della discussa tappa dello Stelvio, con il chiaro intento di sfilare la rosa ad Almeida.

"Nell'ultima settimana ho iniziato a pensare alla maglia rosa. Sapevo che Almeida poteva cedere alla sua età. A Piancavallo ha mollato, ma io ho visto quanto andavano forte Geoghegan Hart e Hindley. Per lo Stelvio il piano era di staccare Almeida e prendere la maglia rosa", ha raccontato Kelderman, che nella prima parte della scalata allo Stelvio ha accarezzato il sogno di mettere le mani sul Giro d'Italia.

"Ha funzionato anche abbastanza presto. Oomen si è messo a tirare e Almeida si è staccato. Ho pensato che era perfetto, dovevamo fare un ritmo veloce ma non forsennato", ha continuato il corridore della Sunweb.

'Sullo Stelvio ero solo'

A cambiare le carte in tavola ci ha pensato il Team Ineos e una inattesa performance di alto livello di Rohan Dennis, impiegato nel ruolo di gregario di Geoghegan Hart.

Il ritmo imposto dall'australiano sullo Stelvio si è rivelato troppo intenso per Kelderman, che è rimasto staccato dai due corridori della Ineos e dal compagno Hindley.

"Ero al limite, mi sono dovuto staccare. Non mi aspettavo che Dennis sarebbe andato così forte, ma neanche che Hindley fosse autorizzato a fare la sua corsa", ha raccontato Kelderman, che ha sofferto sia da un punto di vista pratico che psicologico il rifiuto della squadra di far fermare Hindley per riceverne l'aiuto. "Mi hanno abbandonato a me stesso, questo non era chiaro nella riunione della squadra della sera prima. Ad un certo punto ero solo sullo Stelvio, è iniziata la frustrazione, sai che il Giro ti sta sfuggendo di mano, che stai perdendo il vantaggio. Ho sprecato tante energie e quando ho detto che Jai mi avrebbe dovuto attendere, dall'ammiraglia mi hanno risposto che invece sarebbe rimasto insieme a Tao", ha raccontato il corridore olandese.

'Avrei vinto o ci sarei andato vicino'

Al termine di quella tormentata giornata sullo Stelvio, Kelderman ha vestito ugualmente la maglia rosa, ma con un vantaggio ormai risicato su Geoghegan Hart e Hindley, e ancora una tappa di montagna da affrontare, quella con la tripla scalata al Sestriere. Anche in quella occasione la Sunweb non ha dato ordini di scuderia in favore della maglia rosa, ma ha lasciato Hindley libero di giocarsi le proprie opportunità.

"Sono partito in rosa per l'ultima tappa di montagna, ma la tattica di squadra è stata preparata in modo da farmi pensare che avrei perso il Giro. Il margine era piccolo, non mi sentivo alla grande e non c'era fiducia in me", ha dichiarato Kelderman, che alla fine ha concluso il Giro al terzo posto e con tanti pensieri.

Il ciclista olandese si è detto convinto che avrebbe avuto buone chance se il team avesse chiesto a Hindley di fermarsi per aiutarlo.

"O avrei vinto il Giro o ci sarei andato vicino. Solo nella tappa dello Stelvio avrei risparmiato tanto tempo se Jai fosse rimasto con me", ha concluso Kelderman, che ha svelato come tra lui e la squadra si fosse già consumata la rottura prima ancora di prendere il via del Giro d'Italia, quando il corridore aveva saputo che il suo contratto in scadenza non sarebbe stato rinnovato.

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