Anche senza salite particolarmente selettive la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi ha già portato allo scoperto i protagonisti più attesi di questa corsa dal livello stellare. A Tadej Pogaĉar è bastata una salita di seconda categoria per lanciare la sfida a Primoz Roglic, che ha prontamente replicato tentando poi a sua volta di proporsi in fuga. Le azioni dei big hanno finito però per annullarsi a vicenda e ad approfittarne è stata la Astana. La squadra kazaka è stata pronta a sfruttare la superiorità numerica costruita nel gruppo ormai selezionato ad una trentina di corridori e ha lanciato all’attacco Alex Aranburu, che è andato a vincere sul traguardo di Sestao.

Paesi Baschi, la Movistar controlla la corsa

La seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi ha proposto un copione tipico della corsa, con un tracciato ricco di brevi salite, alcune anche con pendenze impegnative, e un clima che dopo la bella giornata di ieri ha riservato le prime gocce di pioggia. La corsa è iniziata con una fuga di sei corridori: Martijn Tusveld, Kevin Vermaerke, Oscar Cabedo, Ben Gastauer, Mikel Iturria e Jon Irisarri.

La Movistar ha guidato a lungo il gruppo con l’intento di proteggere le opzioni di vittoria di Valverde, apparso in grandi condizioni nelle ultime corse.

La tappa si è poi accesa sull’ultima salita, La Asturiana, un’ascesa di circa 7 km al 6% di pendenza media ma con la prima parte molto impegnativa. La fuga iniziale si è esaurita e dal gruppo è esplosa la bagarre. David Gaudu è stato il primo a muoversi e ad approfittare del tentativo del francese è stato Tadej Pogaĉar, determinato a non lasciarsi sfuggire nessuna occasione per recuperare il terreno perso ieri da Roglic nella cronometro d’apertura.

Prima vittoria per la Astana

L’attacco di Gaudu e Pogaĉar ha selezionato il gruppo e disorganizzato le squadre avversarie. Roglic è dovuto intervenire personalmente dopo una progressione di Woods per chiudere il distacco e annullare il tentativo del giovane connazionale. Il campione della Jumbo Visma ha deciso poi di passare al contrattacco per non farsi più sorprendere e ha seguito un’azione portata da Schachmann dopo un vistoso rallentamento.

Anche McNulty e Higuita si sono inseriti, ma nella successiva discesa, con una parte molto tecnica e pericolosa, la prima parte del gruppo ha raggiunto il quartetto.

La Astana, presente in buon numero nel gruppo principale ridotto ad una trentina di uomini, ha ben interpretato la situazione mandando all’attacco prima Omar Fraile e poi Alex Aranburu, che è riuscito a guadagnare spazio nella seconda parte della discesa. Il basco si è presentato alla breve rampa finale con un vantaggio ormai rassicurante ed ha così conquistato il primo successo stagionale per la Astana. A completato la festa del team kazako è arrivato anche il secondo posto di Fraile che ha battuto allo sprint Pogaĉar, Gaudu, Woods, Roglic e Schachmann.

Da segnalare il grave ritardo di uno dei favoriti, Richard Carapaz, che è caduto affrontando un tornante sulla salita di La Asturiana ed è arrivato con quasi due minuti di distacco. In casa Ineos la leadership è passata quindi totalmente in mano ad Adam Yates.

Non è andato bene neanche Fabio Aru, staccato sulla salita finale arrivando al 40° posto a 1’21’’.

In classifica generale Roglic ha mantenuto la maglia gialla con Aranburu a 5’’ e McNulty a 6’’, mentre Pogacar ha limato il distacco grazie agli abbuoni ed ora è a 24’’.

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