Il Giro dei Paesi Baschi è iniziato nella giornata del 5 aprile a Bilbao, con una cronometro individuale che ha riproposto la sfida diretta tra Primož Roglič e Tadej Pogačar, al primo confronto dopo il drammatico epilogo dello scorso Tour de France. Roglič ha avuto la meglio, forse favorito anche dalla scelta di partire molto prima dell’avversario. Il distacco tra i due campioni, ben 28’’, non ha però lasciato dubbi sulla superiorità odierna del corridore della Jumbo-Visma, che ha inserito tra i primi anche Jonas Vingegaard e Tobias Foss in una top cinque tutta colorata dal team olandese e della Uae Team Emirates.

Paesi Baschi, partenza anticipata per Roglič

Il fitto calendario del World Tour continua già a 24 ore dal Fiandre con il Giro dei Paesi Baschi, corsa a tappe che da qui a sabato 10 aprile mette di fronte tanti big su un percorso senza respiro. Il tema principale della gara si preannuncia la sfida tra Primož Roglič e Tadej Pogačar, che si ritrovano per la prima volta dopo l’elettrizzante finale del Tour dello scorso anno, quando il campioncino della Uae sfilò la maglia gialla al connazionale tra lo stupore generale.

Per questa cronometro d’apertura, i due corridori più attesi hanno operato delle scelte molto diverse. Roglič ha deciso di prendere il via molto presto, mentre Pogačar è stato l’ultimo a scendere in strada. Il percorso si è rivelato molto impegnativo e tecnico, con una prima salita di un paio di chilometri all’inizio e un tortuoso strappo per raggiungere l’arrivo.

Roglič ha concluso la sua prova prima ancora che si accendessero le telecamere della diretta tv ed ha fatto segnare il miglior tempo in 17’17’’, con una media di poco superiore ai 48 all’ora sui 13,8 km del percorso di Bilbao.

McNulty sfiora il successo

La prova di Roglič ha acquisito sempre più solidità con il passare del tempo e l’arrivo degli altri corridori più forti.

Molto bene è andato Adam Yates, che con il passaggio alla Ineos sembra aver fatto un ulteriore salto di qualità. Lo scalatore britannico ha ceduto un po’ nel finale, ma ha perso solo 28’’. Il vincitore della Parigi Nizza Schachmann ne ha lasciati 31’’, Kelderman 36’’, Bilbao 38'' e Fuglsang 39’’. Un po’ più pesanti sono stati i passivi di Carapaz e Landa, rispettivamente a 45’’ e 49’’.

L’assalto più convinto alla leadership di Roglič è arrivato da Brandon McNulty, il giovane americano della Uae che è passato in testa all’intertempo, ma ha perso qualcosa nell’ultima parte finendo alle spalle dello sloveno per appena 2’’. La Jumbo-Visma si è dimostrata molto in palla, portando alla ribalta anche le nuove leve Jonas Vingegaard, fresco vincitore della Coppi e Bartali, e Tobias Foss, al terzo e quarto posto.

Tutto questo in attesa del via di Tadej Pogačar, ultimo a entrare in scena. Il campione sloveno ha tenuto il passo di McNulty e Roglič nella prima metà del percorso, ma ha perso terreno nella parte più veloce dove era necessario spingere a oltre cinquanta all’ora. Alla fine il risultato è stato un po’ sottotono, un quinto posto a 28’’ da Roglič.

Per i corridori italiani c’è stata poca gloria e del resto le premesse non erano di altissimo livello. Il migliore è stato Mattia Cattaneo, con un buon 15° posto. Fabio Aru ha concluso nelle retrovie, all'85° posto con un ritardo di 1'34''.

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