Grande spettacolo nella giornata conclusiva del Giro dei Paesi Baschi. Su un percorso breve ma tipicamente basco, con una sequenza incessante di strappi e salite, la corsa è esplosa subito, regalando emozioni e sorprese. A ribaltare la situazione della classifica generale è stato un attacco della Astana in una discesa a più di sessanta chilometri dall’arrivo. Ad approfittarne è stato Primoz Roglic, che ha colto di sorpresa Pogacar e McNulty e si è successivamente avvantaggiato con Carthy e Gaudu, poi vincitore della tappa. Il campione della Jumbo Visma ha così rimesso le mani sulla maglia gialla, conquistando per la seconda volta in carriera il Giro dei Paesi Baschi.

Aranburu spezza il gruppo in discesa

La sesta ed ultima tappa del Giro dei Paesi Baschi presentava un percorso breve, poco più di 110 chilometri, ma con continue salite e discese dalle pendenze importanti. Come spesso accade in questo genere di tracciati la corsa è stata pirotecnica ed esplosiva, con azione continua e capovolgimenti di fronte, una situazione favorita anche da una classifica ancora tutta da decifrare.

McNulty si è presentato al via in maglia gialla con 23’’ su Rogliĉ, 28’’ su Vingegaard, 36’’ su Bilbao e 43’’ su Pogaĉar, in uno scacchiere tattico davvero strano e da scoprire tra gli uomini della Jumbo Visma e quelli della UAE.

La corsa è iniziata con una continua sequenza di scatti che hanno portato al comando un gruppetto che è andato via via a rinfoltirsi con anche corridori importanti come Carapaz, Carthy, Hirschi e Mas.

La UAE Emirates ha cercato di guidare il gruppo per proteggere la maglia gialla Brandon McNulty, sulla cui tenuta in una tappa così impegnativa pesava qualche dubbio, e il numero uno del team Tadej Pogaĉar. La squadra emiratina si è però fatta sorprendere nella discesa dopo il Gpm di Elosua Gorla, a 60 km dall’arrivo. Aranburu e i compagni della Astana hanno impresso un’accelerata vertiginosa spezzando il gruppo in più parti.

Rogliĉ si è fatto trovare pronto, inserendosi in scia agli Astana insieme a Landa e Valverde, mentre Pogacar e McNulty sono rimasti staccati insieme agli altri uomini di classifica.

Pogacar fa il gregario, ma McNulty cede

Il gruppo degli Astana e di Rogliĉ è andato velocemente a raggiungere tutti i fuggitivi trovando una buona collaborazione per spingere a fondo e mettere in grande difficoltà gli inseguitori con McNulty e Pogaĉar. Sulla successiva salita di Krabelin, 5 km al 10%, Primoz Rogliĉ è passato all’attacco in prima persona imponendo un passo vertiginoso che solo Hugh Carthy e David Gaudu sono riusciti a tenere.

La UAE ha provato a tenere a galla la maglia gialla di McNulty impiegando Pogaĉar come gregario per scandire il ritmo in salita, ma l’americano non è riuscito a tenere un passo incisivo ed è rimasto decisamente attardato.

Pogaĉar allora è tornato ad essere il leader della squadra ma in una situazione davvero difficile. Il vincitore del Tour de France è arrivato a una ventina di secondi dal terzetto comandato da Rogliĉ, che però ha mantenuto un passo elevatissimo impedendo il rientro del connazionale. Il campione della Jumbo Visma si è poi messo in modalità cronometro guidando il terzetto con Gaudu e Carthy a lungo passivi, spingendo il gruppetto inseguitore di Pogacar, con anche tra gli altri Landa, Adam Yates e Valverde a circa un minuto di distacco.

Rogliĉ ha poi rifiatato un po’ prima della salita finale, un tratto in cui invece Pogacar ha intensificato la sua azione recuperando qualche secondo. L’ascesa ad Arrate ha però consolidato la posizione del capitano della Jumbo Visma, anche grazie all’aiuto di Gaudu che con uno scatto ha tolto di mezzo Carthy ed ha dettato un buon ritmo.

Con grande temperamento Pogacar ha tirato a fondo per quasi tutta la salita selezionando il gruppetto, sempre marcato da Jonas Vingegaard, ma non ha più potuto riaprire la corsa. Rogliĉ e Gaudu sono così andati all’arrivo insieme spartendosi la posta in palio, la classifica generale per lo sloveno e la tappa per il francese. A 36’’ Valverde ha anticipato Adam Yates, Pogacar e Vingegaard, con Bilbao poco più staccato.

La classifica finale di questo Giro dei Paesi Baschi si è così ridisegnata con il successo di Primoz Rogliĉ, con Vingegaard e Pogacar ad accompagnarlo sul podio, cancellando così le discussioni per la strana strategia adottata dalla squadra olandese nella tappa che due giorni fa aveva portato in maglia gialla McNulty, che si è rivelato un avversario meno consistente del previsto.

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