Tra le emozioni delle vittorie e delle sconfitte, degli scatti e delle volate, i Mondiali di ciclismo che si stanno svolgendo in Belgio hanno regalato anche altre belle storie. Una delle più significative è senz’altro quella di Tony Martin, il campione tedesco che ha scelto questo appuntamento per chiudere la carriera. A 36 anni il quattro volte iridato a cronometro ha deciso di lasciare il Ciclismo e lo ha fatto come nei sogni più belli, con una maglia di Campione del Mondo conquistata nella sua ultima giornata da corridore professionista.

Tony Martin: ‘La sicurezza non è migliorata’

Tony Martin è stato uno dei più grandi interpreti delle gare a cronometro nella storia del ciclismo. Tedesco, classe ’85, ha conquistato per quattro volte il titolo di Campione del Mondo della specialità, pareggiando il record di successi stabilito in precedenza da Fabian Cancellara, con cui ha duellato a lungo nelle corse contro il tempo. Martin ha vinto anche l’argento alle Olimpiadi di Londra 2012 e dieci titoli nazionali, oltre a frazioni del Tour de France e di tante altre corse, ma anche qualche breve gara a tappe come la Parigi-Nizza.

Negli ultimi anni il suo ruolo si è trasformato, iniziando una nuova carriera come uomo squadra al servizio dei capitani della Jumbo-Visma, tirando per decine e decine di chilometri in testa al gruppo.

A 36 anni, dopo 16 stagioni da professionista a ben 67 vittorie, il tedesco ha deciso di chiudere la carriera, scegliendo come corsa d’addio quella che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni della carriera, i Mondiali. Martin è stato impegnato nella cronometro individuale di domenica scorsa, in cui ha concluso al sesto posto, e poi ha dato le ultime pedalate della carriera nella staffetta mista di mercoledì.

La sua Germania è riuscita a conquistare il titolo e così Martin ha chiuso la sua lunga avventura nel ciclismo professionistico vincendo un’altra maglia di Campione del Mondo.

Il corridore tedesco ha raccontato cosa lo ha spinto a dare l’addio al ciclismo, una decisione che non è dovuta solo ai 36 anni e alle prestazioni in fase calante.

Prima dell’inizio dei Mondiali, Martin ha pubblicato alcuni post sui suoi spazi social in cui ha annunciato la sua scelta e ha parlato di un ciclismo troppo pericoloso, in cui gli standard di sicurezza non si sono evoluti di pari passo ai cambiamenti che in questi ultimi anni hanno modificato questo sport. “La sicurezza in corsa non è migliorata nonostante le tante discussioni su percorsi e barriere. Spero che il mondo del ciclismo ascolti i piani che sono stati presentati dalla mia e dalle altre squadre” ha scritto Tony Martin.

‘Dopo le cadute inizi a pensare’

Dopo aver vissuto le ultime emozioni della carriera, a conclusione della vittoriosa staffetta mista di mercoledì, Tony Martin è tornato a parlare più diffusamente di questo tema.

“Non mi sentivo più sicuro nel ciclismo, a essere onesto. Dopo le cadute, diventando più grande, inizi a pensare di più rispetto ai corridori giovani. Il ciclismo non era più divertente per me, pensavo agli incidenti e a come evitarli. Penso che per il modo in cui si corre, in cui si prendono più rischi, con i finali che partono prima, il ciclismo sia molto cambiato e che le corse non siano più divertenti rispetto a quando ho cominciato io” ha raccontato Tony Martin nel suo intervento a fine Mondiali.

Il corridore tedesco ha spiegato di non sentirsi stanco per le fatiche che comporta il ciclismo: “Ho ancora la passione per il ciclismo, per l’allenamento, le cronometro, dando sempre il 100%, ma non ho più la passione per il rischio ed è per questo che voglio salutare prima che mi succeda qualcosa di serio” ha dichiarato Martin.