Si chiude mestamente l’avventura della Qhubeka NextHash nel ciclismo professionistico. La squadra sudafricana, che ha legato la propria esperienza ad un progetto benefico di distribuzione di biciclette in Africa, ha vissuto in bilico tra speranze e dubbi nell’ultimo anno, ma alla fine ha dovuto gettare la spugna per problemi finanziari. Nonostante i tanti contatti avviati in questi mesi, il Team manager Doug Ryder non è riuscito a trovare nessun nuovo sponsor e non ha potuto fare altro che cessare l’attività del team World Tour, mantenendo aperto solo il vivaio giovanile che continuerà a militare nella categoria Continental.

Ciclismo, Ryder: 'Abbiamo fatto di tutto'

L’addio della Qhubeka non è certo un fulmine a ciel sereno. Già un anno fa Ryder aveva faticato non poco per trovare sponsor e finanziamenti sufficienti per presentarsi al via della stagione 2021. Alla fine il team sudafricano era riuscito a salvarsi grazie all’aiuto dell’azienda di abbigliamento Assos e al reclutamento di alcuni corridori rimasti liberi sul mercato. Nonostante questo avvio difficoltoso, i risultati raccolti nel corso della stagione sono stati più che buoni, soprattutto grazie alle tre vittorie di tappa segnate al Giro d’Italia. Questi successi non sono però bastati ad attrarre nuovi sponsor. Doug Ryder ha invece dovuto fare i conti con gli inadempimenti di alcune aziende partner che non hanno tenuto fede ai contratti di sponsorizzazione firmati e la difficoltà nel trovare nuovi finanziatori ha fatto crollare la situazione economica del team sudafricano.

La ricerca di nuovi sponsor è andata avanti vanamente per mesi e si è chiusa con un nulla di fatto che ha sancito la chiusura definitiva del progetto Qhubeka. “Abbiamo fatto di tutto per trovare degli sponsor per la nostra squadra per la prossima stagione, ma non si è concretizzato niente. Ci siamo impegnati con dieci agenzie di marketing sportivo in tutto il mondo e abbiamo parlato con oltre cento aziende” ha dichiarato Ryder nel messaggio con cui ha annunciato la chiusura del team.

Pozzovivo e Henao a caccia di una squadra

Il manager della Qhubeka ha confermato che le difficoltà finanziarie del team non sono state dovute solo alla mancanza di nuovi sponsor, ma anche alle mancanze di quelli già entrati nel progetto.

“Sono stati mesi difficili, i problemi dovuti agli sponsor che non pagano in tempo, o per niente, hanno davvero avuto un impatto su di noi” ha dichiarato Doug Ryder, che ha invece confermato la continuità del vivaio giovanile iscritto alla categoria Continental.

La chiusura della Qhubeka ha lasciato senza un futuro chiaro molti corridori che hanno militato nel team sudafricano nella stagione 2021. Alcuni big hanno già trovato da tempo una nuova squadra, come Giacomo Nizzolo alla Israel e Victor Campenaerts alla Lotto Soudal.

Altri sono invece ancora alla ricerca di un nuovo team per poter continuare la carriera, anche se a questo punto del ciclo mercato trovare una sistemazione appare davvero difficile.

In questo gruppo di corridori spicca il nome di Domenico Pozzovivo, che nonostante i 39 anni e i tanti infortuni subiti vorrebbe continuare ancora per una stagione. Tra gli altri che si giocano le ultime chance di trovare un nuovo team ci sono anche Sergio Henao, Simon Clarke, Reinhardt Janse Van Rensburg, Carlos Barbero, Kilian Frankiny, Andreas Stokbro, Sean Bennett, Dylan Sunderland, Nic Dlamini e Conor Brown.

Altri corridori hanno invece già annunciato il proprio ritiro dal Ciclismo professionistico. A quello di Fabio Aru si sono aggiunti gli addii di Matteo Pelucchi e di Robert Power. La notizia dell’addio di quest’ultimo, talento del ciclismo australiano ancora giovane con i suoi 26 anni, è stata piuttosto sorprendente. Nonostante qualche piazzamento di rilievo, come il 12° posto alla Strade Bianche, Power non ha trovato squadre interessate a lui ed ha confermato il suo ritiro dal ciclismo.