La Liegi Bastogne Liegi che ieri, domenica 23 aprile, ha chiuso la campagna di classiche del nord, è stata l'ennesima prova di forza di uno dei fenomeni della nuova generazione di campioni del ciclismo. Dopo gli show di Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar nelle altre classiche monumento, è stato l'iridato Remco Evenepoel a prendersi la scena in quest'ultimo atto. Il belga è entrato in azione solo per questa Liegi, reduce da un lungo periodo di allenamenti in altura, ma ha ripagato l'attesa con una vittoria costruita con una prestazione magistrale.
Evenepoel ha guidato la corsa con tutta la sua squadra, per poi partire all'attacco sulla salita della Redoute e iniziare un assolo fino al trionfo finale.
Tom Pidcock: 'La Soudal ha reso la corsa molto dura'
La superiorità del corridore della Soudal Quickstep è stata schiacciante, disarmante per gli avversari, e a testimoniarlo sono anche le dichiarazioni rilasciate da Tom Pidcock, secondo arrivato, nel dopo corsa.
Quando Remco Evenepoel è scattato sulla Redoute, il britannico della Ineos è stato l'unico a provare ad inseguirlo, riuscendo a rientrare nella successiva discesa bagnata, in cui ha messo a frutto le sue eccezionali doti di guida. Pidcock si è però reso subito conto della superiorità del Campione del Mondo, e un po' intimorito, ha rinunciato a contendergli la vittoria ed ha ripiegato su un piano di riserva.
"È stata una corsa molto dura, la Soudal Quickstep ha subito chiarito di voler prendere il controllo della corsa e renderla impegnativa. Io ho fatto la Redoute in modo controllato, mi sono assicurato di poter colmare il distacco in discesa, ma sulla salita successiva ero davvero al limite" ha spiegato Pidcock, che ha dovuto fare una scelta sulla sua strategia di corsa.
Ciclismo, un Remco incredibilmente forte alla Liegi
Se una settimana fa, all'Amstel Gold Race, il britannico aveva insistito per rimanere insieme a Pogacar fino ad esaurirsi e perdere anche il secondo posto, stavolta il suo atteggiamento è stato più prudente, forse rinunciatario, ma alla fine più efficace. "Remco mi ha chiesto di collaborare, gli ho risposto di no e lui ha spinto di più sull'acceleratore e ho dovuto mollare.
Dopo quanto successo all'Amstel Gold Race non volevo collaborare completamente con Evenepoel. Avevo la scelta tra collaborare al massimo e rischiare di rimanere a mani vuote o aspettare e dare il massimo per arrivare secondo. Ho chiuso al secondo posto, quindi quel piano ha dato i suoi frutti" ha dichiarato Tom Pidcock.
Il corridore della Ineos ha dovuto ammettere la superiorità disarmante di Evenepoel e accontentarsi di questa corsa mirata al secondo posto, una strategia che certamente gli ha lasciato anche una punta di amarezza in mezzo alla felicità per il suo primo podio in una classica monumento. "Ovviamente la mia ambizione è sempre quella di vincere, ma Remco era incredibilmente forte, posso essere contento di questo podio. Qui negli ultimi due anni non ero stato fortunato, mi ero sempre ammalato, posso vedere questo secondo posto come qualcosa di positivo" ha concluso Tom Pidcock.