La prestazione di Jonas Vingegaard nella cronometro di Combloux del Tour de France ha sbalordito l’intero mondo del ciclismo. Il campione danese ha dominato la corsa con una superiorità schiacciante ed inattesa. Se fino ad ora il Tour era stato molto incerto, in bilico su una manciata di secondi tra Vingegaard e Tadej Pogacar, la prova di ieri del danese ha rotto completamente l’equilibrio. Il corridore della Jumbo Visma ha impresso un ritmo incredibile alla sua corsa, sia nel primo tratto più veloce, ma soprattutto nella salita alla Cote de Domançy e nel falsopiano finale, arrivando con 1’38’’ di vantaggio.

La squadra olandese ha spiegato di aver preparato in ogni minimo dettaglio questa prova, e di aver deciso già da molti mesi di non effettuare nessun cambio di bici ma di aver "ridotto il peso della bici da crono", come spiegato dal performance manager della Jumbo.

'Jonas non perde potenza sulla bici da crono'

Il percorso molto particolare di questa cronometro a Combloux ha portato infatti a delle strategie diverse tra le varie squadre. Il tracciato prevedeva una breve salita in partenza, poi un tratto molto veloce e infine la salita alla cote de Domançy, seguita da un falsopiano finale. Molti corridori hanno corso con la bici da cronometro, ma qualcuno, tra cui Tadej Pogacar, ha deciso di fare un cambio e prendere quella normale da strada prima di affrontare il tratto di salita.

Questa scelta è stata fatta per percorrere la salita con una bici più leggera, visto che quella specifica da crono ha un peso superiore.

Mathieu Heijboer, performance manager della Jumbo Visma, ha spiegato che il team olandese ha deciso da molti mesi di non fare nessun cambio di bici per questa crono. Il tecnico ha raccontato che la strategia è stata quella di cercare di alleggerire il più possibile la bici da crono, in modo da diminuire la differenza con quella tradizionale.

“Abbiamo preso la decisione di non fare il cambio per due motivi", ha dichiarato Heijboer al giornale belga Het Nieuwsblad. “Perché siamo riusciti in molti modi a ridurre al minimo la differenza di peso tra le nostre bici da salita e da cronometro, anche non verniciando i telai, che ha comportato un guadagno di 100-150 grammi.

Ma anche perché sapevamo che Jonas avrebbe perso poca o nessuna potenza sulla sua bici da cronometro in salita. Si è spesso allenato per questo”, ha dichiarato Heijboer.

Ciclismo, i rischi del cambio di bici

Il tecnico olandese ha spiegato che effettuare questo cambio comporta anche dei rischi. “Qualcosa può andare storto. Devi farlo tra il pubblico e abbiamo pensato che fosse un rischio troppo grande. Nel 2020, Tom Dumoulin aveva percorso la cronometro fino a La Planche des Belles Filles con la sua bici da cronometro fino in cima. Quindi questa non era una prova e sapevamo che era possibile”, ha dichiarato il performance manager della Jumbo Visma.

Heijboer ha raccontato che il lavoro del team per questa cronometro, ritenuta cruciale per le sorti del Tour de France, è iniziato già ad ottobre, subito dopo la presentazione del percorso.

In casa Jumbo si è lavorato molto sulla scelta degli accessori e dei componenti, per avere sempre il meglio. Per questo sono cambiati i partner che forniscono i pedali, le ruote e il gruppo, così come per le scarpe, che sono le più leggere disponibili sul mercato. “Non facciamo queste scelte in base ai marchi che ci sponsorizzano di più, ma in base a come possiamo fare progressi nelle prestazioni" ha spiegato Heijboer, che a marzo ha fatto una prima ricognizione del percorso insieme a Jonas Vingegaard realizzando anche dei video. “Da quel momento la crono si insinua nella tua testa”, ha commentato il tecnico della Jumbo.

'Pensavamo che Pogacar sarebbe stato più forte'

Heijboer ha raccontato che ieri il team ha piazzato una persona dopo i primi tre chilometri del percorso.

“Lì aveva già un vantaggio di 11 secondi. In quel momento sapevamo che le cose potevano solo andare nella giusta direzione. Jonas non si sarebbe fermato. Pogacar non solo doveva recuperare quei secondi, ma sapevamo che ne avrebbe persi ancora altri dieci perché noi non avremmo fatto un cambio bici e lui sì”, ha dichiarato Heijboer, che però non si sarebbe mai immaginato un distacco del genere.

“Avevo preso in considerazione di poter perdere qualche secondo. Una breve cronometro con salite esplosive subito dopo una giornata di riposo. Pensavamo davvero che Pogacar sarebbe stato più forte, anche se non avevamo molti riferimenti, negli ultimi mesi non ha corso molte cronometro. Jonas si era superato nella cronometro del Delfinato, una lezione che abbiamo portato con noi. Sono incredibilmente orgoglioso di tutti coloro che hanno contribuito a questo. È e rimane un processo per continuare a lavorare ed evolversi”, ha raccontato Mathieu Heijboer.