La UAE Emirates si era presentata al via della Milano - Sanremo di ieri, sabato 16 marzo, con il ruolo del faro della corsa. Sotto la leadership di Tadej Pogacar, la squadra emiratina aveva studiato una strategia molto aggressiva. Nei giorni di avvicinamento alla corsa gli UAE hanno sbandierato ai quattro venti, anche con un pizzico di insolenza, l'intenzione di affrontare la salita della Cipressa con un tempo da record, sotto i nove minuti, che avrebbe dovuto mettere alle corde gran parte degli avversari di Pogacar. Le cose non sono poi andate secondo il piano preparato con tanta sicurezza da Matxin Fernandez e dagli altri tecnici, visto che sulla Cipressa la squadra non è riuscita a concretizzare la strategia e dettare un passo insostenibile.

"Ci aspettavamo Hirschi e Ulissi ma non c'erano più" ha commentato il Team manager Mauro Gianetti.

Wellens: 'Non era nei piani aumentare il ritmo sui Capi'

Mentre tutti si aspettavano che la UAE entrasse in azione all'inizio della Cipressa, i compagni di Pogacar hanno invece anticipato i tempi, iniziando a tirare già sui Capi. Questo ha probabilmente tolto un po' di energie ad alcuni uomini della UAE, che nei punti chiave della corsa non sono stati così incisivi come ci si aspettava. "Nel primo chilometro della Cipressa siamo andati molto forte, poi Del Toro non ce la faceva più e ci mancava un corridore per mantenere quel ritmo" ha dichiarato Tim Wellens, che al traguardo è stato molto critico nei confronti della condotta di gara della squadra.

"Il problema è che ci eravamo mangiati alcuni uomini prima della Cipressa, dovevamo fare la salita con due corridori ma ce n'era solo uno, Del Toro. Non era nei piani di aumentare il ritmo sui Capi, bisognerebbe trattenersi, anche se è facile parlare dopo. Sulla Cipressa io e Tadej ci siamo parlati per capire se dovevo lavorare io, ma ormai eravamo nella parte più semplice, non potevamo più fare la differenza. Tadej ha chiesto se poteva attaccare sulla Cipressa, ma sarebbe stato un suicidio" ha raccontato Wellens.

Gianetti: 'Van der Poel ha fatto una cosa speciale'

Anche Mauro Gianetti, Team manager della UAE, ha spiegato che la squadra ha iniziato la Cipressa con meno uomini del previsto. "Ci aspettavamo Hirschi e Ulissi ma non c'erano più.

Questo è lo sport. Del Toro è stato bravissimo, ma Wellens ha dovuto lavorare un po' e gli sono mancate un po' di energie sul Poggio" ha analizzato il manager svizzero.

Al di là della prestazione dei suoi corridori e del podio conquistato da Pogacar, Gianetti è stato colpito soprattutto dall'atteggiamento di Mathieu Van der Poel, che non ha esitato nel mettersi al servizio del compagno Jasper Philipsen, poi vincitore. "Lavorare per Philipsen in maglia iridata è bellissimo, è stata una cosa speciale" ha commentato Gianetti.

Cipressa, resiste il record del 1996

Il tanto sbandierato tentativo di record di scalata della UAE sulla Cipressa e di abbattimento del muro dei nove minuti è andato molto lontano dalla riuscita.

Il miglior tempo registrato durante le varie edizioni della Milano - Sanremo sulla salita che porta a Cipressa, dopo essersi sviluppata in gran parte nel comune di Costa Rainera, è ancora quello del 1996, stabilito da Colombo e Gontchenkov e ammonta a 9'19''.

Da allora, nonostante i quasi trent'anni passati e i grandi miglioramenti in tutti i settori del ciclismo, quel tempo continua a resistere. Quest'anno gli UAE, partiti con l'obiettivo di scendere sotto i nove minuti, hanno completato la salita in nove minuti e trenta secondi.